Corso SEO

Piccole chicche che ti possono far crescere cominciando dalle basi SEO.

Link building gratis come farla e su quali siti?

Link building gratis come farla e su quali siti?

Link building: scegliere i siti giusti

Il tema del posizionamento nel web è sicuramente uno dei più scottanti per chiunque si trovi a dover affrontare la questione di scalare la Serp di Google. Come si sa, cercare di arrivare in cima alle posizioni di Google – o almeno tentarci – è abbastanza complesso se non si usano le giuste strategie SEO. 

Il tema del Link Building è ricorrente per chiunque si trovi a dover fare ottimizzazione SEO al fine di posizionare un sito nella serp di Google e stia cercando di farlo al meglio e di risultare più autorevole agli occhi del motore di ricerca.

La strategia del Link Building fa parte della c.d. SEO off site e consente di ottenere un potenziale maggiore pubblico per il sito, ma anche e soprattutto maggiore attenzione da parte di Google. Tuttavia bisogna scegliere con cura i siti che ospitano il nostro link, perché una Link Building fatta male su siti spam o di scarsa qualità può invece al contrario comportare delle vere e proprie penalizzazioni.

Bisogna quindi cercare di scegliere dei siti che siano effettivamente di alta qualità e che possano essere considerati anche da Google seri, autorevoli, e coerenti rispetto alle tematiche trattate sul nostro portale. 

La Link Building è davvero una tecnica eccellente, ma bisogna seguire le regole che si basano sostanzialmente sulla naturalezza dell’inserimento del link, sulla presenza di reale valore per l’utente e sulla creazione di contenuti di qualità. A questo vi invito a leggere l’articolo “3 consigli per backlinks efficaci” del collega e consulente SEO Max Del Rosso , uno dei più noti esperti di link building.


La Link Building da evitare: qual’è?

Non bisognerebbe mai optare per delle tecniche che possono sembrare a primo acchito vantaggiose ma che non lo sono, come lo scambio di link su siti di pessima qualità o a rischio di fare una Link Building poco naturale.

Evitate, se possibile, la Link Building nei comunicati stampa di scarsa qualità, o article marketing di bassa qualità, lo scambio di link, e la Link Building nei commenti dei forum che ormai è una mossa che Google guarda con molto sospetto.

Ricordate che queste tecniche di SEO possono tornare utili ma possono anche portare alla penalizzazione del sito se fatte senza criterio. 


I siti per fare Link Building gratis

Ma quali sono i migliori siti dove fare Link Building gratis? Ecco alcuni dove è possibile inserire i link in articoli di qualità e di valore per poter migliorare il posizionamento del proprio portale.

  1. Freeonline.org. Si tratta di un buon sito che contiene davvero tantissimi contenuti, sempre in linea con i trend ed in genere gratis, inoltre è considerato di buona qualità da parte di Google. 
  2. ReteImprese.it. Un ottimo sito completo al quale è possibile registrarsi e quindi inserire articoli di qualità e fatti bene dove ottenere link dofollow per il vostro sito. 
  3. Gratis.it. Un altro sito che Google considera abbastanza autorevole e che di conseguenza è di alta qualità, se si vuole fare Link Building gratis qui si può fare senza pagare nulla, anche se negli ultimi anni ci sono meno visitatori. 
  4. Usare un aggregatore di notizie, come per esempio FeedBurner. Si tratta di un sito che ha circa dieci anni e che può essere usato come strumento dove postare contenuti per ottenere backlink italiani di ottima qualità, come ad esempio articoli che siano effettivamente di valore e dotati di link dofollow che possono aiutarvi a migliorare il posizionamento del sito 

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO
Ottimizzazione SEO

Ottimizzazione SEO

Cos’è e come si fa l’ottimizzazione SEO di un sito web?

Ottimizzazione per i motori di ricerca, la tanto famosa SEO (search engine optimization), molti l’approcciano in stile “fai da te” senza realmente sapere che cos’è, cosa significa fare SEO.

L’ottimizzazione SEO di un sito consiste in tutta una serie di tecniche e strategie on site ed off site che servono a migliorare il posizionamento organico delle pagine per determinate keyword, le parole chiave più usate nelle ricerche online.

Non è detto però che fare SEO, anche se fatta veramente bene, sia sufficiente a posizionare un sito per chiavi di ricerca molto competitive o quelle che vengono chiamate “chiavi secche“, cioè formate da singole parole.

Faccio un esempio per capirci meglio.
Prendiamo le tre chiavi seguenti:

  • Psicologo Vicenza
  • Psicologo Milano
  • Psicologo

Le tre chiavi hanno volumi di ricerca rispettivamente di:

  • 260 vol./mese
  • 2900 vol./mese
  • 6600 vol./mese

Come potete ben vedere, pur essendo chiavi simili, le prime due hanno una competitività molto diversa tra loro, rendendo il posizionamento per “Psicologo Milano” molto più difficile rispetto alla prima, ma se vogliamo mirare addirittura alla chiave secca “Psicologo“, allora dovremmo agire non solo con attività SEO ma con tutta una serie di attività di marketing a contorno, come google ads, sponsorizzate facebook, attività di brand awareness, ecc. ecc.

SEO, SEA, SEM

Quindi oltre alla SEO dovremmo fare, tra le altre cose anche SEA (Search Engine Advertising) che insieme diventano SEM (Search Engine Marketing).

I risultati a pagamento, gli annunci quindi, fanno parte della SEA, mentre i risultati non a pagamento vengono chiamati risultati organici e fanno parte della strategia SEO.

Nella seguente immagine si capisce decisamente meglio cosa sia la SEA:

SEA-consulente-SEO-matteodv

Mentre qui vediamo i risultati organici per la stessa query, quelli frutto del lavoro di strategia SEO:

SEO-consulente-SEO-matteodv

Le attività di ottimizzazione SEO:

Come dicevo vi sono molteplici attività da portare avanti per fare SEO, e riguardano alcuni aspetti tecnici e non del sito web:

  • Ottimizzazione SEO della struttura del sito
  • Ottimizzazione del codice HTML, CSS e Javascript
  • Ottimizzazione dei contenuti
  • Ottimizzazione delle immagini
  • Ottimizzazione dei link interni ed esterni presenti nel sito
  • Attività di Link-building per migliorare la nostra “rete di relazioni”

La struttura di un sito web

Uno degli scopi specifici di una ottimizzazione SEO è quella di cercare di stabilire un ordine di priorità delle pagine, fare cioè in modo di far capire a Google quali sono per te le pagine ed i contenuti più importanti del sito, indirizzando il suo bot, o spider, attraverso la sitemap.

Tra le pratiche più utili ad indirizzare la priorità delle pagine vi sono l’organizzazione del menu, la scelta delle categorie ed il corretto uso dei tag, spesso abusati o messi alla rinfusa.

Un altra buona pratica è quella di fare un buon uso dei link interni, seguendo sempre il buon senso di non esagerare.

In pratica, se avete un blog attivo, cercate di fare in modo che ogni vostro articolo abbia almeno:

  • Uno/due link verso altri articoli del blog, ovviamente inerenti.
  • Un link verso la pagina di prodotto/servizio che volete “spingere”
  • Uno/due link esterni, senza abusare ma come reale approfondimento

Con questo metodo ecco che il blog interno al sito servirà non solo a posizionare parole chiave e attirare potenziali clienti al nostro sito, ma anche a creare link interni tematici verso le nostre pagine di prodotto o servizio.

Link-interni-blog-matteodv

Prima di tutto questo però sarebbe utile domandarsi:

  • Quali sono le pagine più importanti?
  • Quali servizi dobbiamo evidenziare?
  • La struttura del sito è a servizio di queste pagine?

Insomma, domandiamoci se la struttura attuale del sito web, cioè menu, navigazione, pagine, categorie, call to action, sono ottimizzate per essere al servizio di quello che è il “core business” dell’azienda.

Fatto questo, allora potremmo procedere con evidenziare i problemi e correggerli per ottimizzare al meglio quella che potremmo anche chiamare user experience.

Un altro aspetto che reputo fondamentale nell’ottimizzazione strutturale di un sito è l’implementazione dei dati strutturati, vediamo ora meglio cosa sono.

I dati strutturati

I dati strutturati sono una parte di codice, delle meta-informazioni inserite all’interno del nostro codice HTML che servono a comunicare meglio chi siamo e cosa facciamo, è una specie di carta d’identità del sito e serve quindi a fornire informazioni aggiuntive sulle pagine.

In questo modo che i motori di ricerca semantici (come Google) classificano nel miglior modo possibile il contenuto di ogni singola pagina.

La loro corretta implementazione (via codice o tramite plugin) consente a Google di poter visualizzare informazioni aggiuntive all’atto di una ricerca specifica, in particolare modo per quel che riguarda lo “snippet“, come ad’esempio le recensioni, una fotografia, orari di apertura o quant’altro.

Ottimizziamo HTML, CSS e Javascript

Perché è importante ottimizzare anche il codice?
Il sito funziona, cosa vuole ancora sto scassapalle di consulente SEO?
Semplice, anche se il sito “funziona“, non è detto che a sua volta sia “funzionale”.

Spesso e volentieri, ad esempio, ci imbattiamo in siti dal caricamento lentissimo, soprattutto su mobile, e questo è irritante.

Ricordate il “mobile first“? NOO??
Andate a ripassarvi la memoria leggendo questo mio articolo sui fattori SEO del 2018, dove indico come è cambiata l’indicizzazione dei siti a favore della versione mobile.

Allora, dicevamo, pagine lente significa alta percentuale di abbandoni della pagina, gli utenti si stancano e se ne vanno, quindi è necessario correre ai ripari.

Fate innanzi tutto un bel giro sul tool ufficiale di Google per analizzare la velocità di un sito, “pagespeed insight“, e se non avete paura dei voti provate a inserire il vostro sito.

page-speed-insight-consulente-seo

Fatto? Punteggio? Bassino eh, non ve lo aspettavate vero?

Ora non dovete fare altro che seguire i suggerimenti che vi do in questo articolo dedicato alla velocità su wordpress e vedrete che ne trarrete giovamento, questo perché la velocità di caricamento delle pagine è diventata un importante fattore di posizionamento.

Ecco quindi che ottimizzare il codice, che sia l’HTML o i file JS o CSS, l’importante è riuscire ad eliminare tutto il superfluo e caricare al momento giusto quello che serve.

l’importanza dell’ottimizzazione dei contenuti

Nell’elenco delle ottimizzazioni da fare indicavo anche l’ottimizzazione SEO dei contenuti, e qui potrei anche rimandarvi al mio articolo su “come scrivere in ottica SEO”, ma diciamo che sarà comunque utile seguire alcune regole:

1) Scrivi contenuti utili per i tuoi utenti, quelli in target con il tuo business.
2) Fai keyword research, sempre!
3) Quando scrivi nuovi contenuti ottimizza subito i link interni.

Per quel che riguarda le parole chiave, fai anche questa distinzione:

  • Keyword principali: quelle veramente importanti, sia per il tuo buisiness che per il volume di ricerca.
    Usale nei titoli e nei sottotitoli, ad esempio.
  • Keyword secondarie: Cerca di intercettare più utenza possibile.
  • Keyword correlate: allarga i tuoi confini d’interesse, anche se non riguardano prettamente il tuo business potrebbero comunque essere pertinenti.

Da notare che le chiavi secondarie e correlate sono sempre o quasi “chiavi a coda lunga“, cioè formate da più parole e che intercettano meglio il tipo di utenza.

Ok, la keyword research è importante, ma come devo usare queste benedette parole chiave? Le “butto” a caso qua e là nel testo? Faccio keyword stuffing?
No no, per carità, niente di tutto questo, anzi, è anche più facile del previsto.

Per scrivere un articolo o il contenuto di una pagina la prima cosa da fare è aprire Google e guardare la SERP (Search Engine Result Page) che vi restituisce ad una determinata query, che conterrà ovviamente la vostra chiave principale.

Se volete posizionarvi per “come riuscire a dormire” dovrete guardare:

  • I titoli degli articoli posizionati in prima pagina
  • Le metadescription
  • Leggere i contenuti di alcuni articoli per capire quali argomenti premia Google
  • Impostare il vostro articolo per paragrafi, decidendo quindi a priori il titoli di ogni paragrafo
  • Fare keyword research per ogni singolo paragrafo
  • Ricomininciare dalla SERP per qualche keyword secondaria in modo da poter arricchire il contenuto e renderlo esaustivo per l’argomento.

seo-ottimizzazione-dei-contenuti-matteodv

L’ottimizzazione di ogni singolo articolo o pagina deve quindi essere coerente con l’argomento trattato e deve comprendere non solo il corpo principale ma anche:

  • Il titolo della pagina (tag title)
  • Le intestazioni (tag h1, h2, h3)
  • L’URL
  • Nomi e Tag Alt delle immagini
  • Meta description

Per l’URL basta che seguiate questa semplice indicazione, alla fine noterete che non si tratta altro che usare il buonsenso:

pippo.it/come-dormire-meglio/ : >SI
pippo.it/articolo155/ : >NO

Tutto questo lavoro vi porterà via tempo, ma probabilmente per alcune chiavi riuscirà nel vostro intento di posizionarvi bene su google, perché uno dei fattori più importanti è proprio l’esaustività dei contenuti, cioè rispondere in maniera completa e pertinente ad una query specifica.

E non dimenticate la “table of contents” (TOC), il sommario iniziale con in titoli dei paragrafi, questo aiuterà non solo l’utente nella lettura, ma sarà utile anche a voi nel posizionare in SERP anche i singoli paragrafi (con la TOC ogni paragrafo diventa un URL specifico)

Ottimizzare le immagini

Questo paragrafo sarà molto breve, questo perché anche qui vi invito a leggere un mio articolo inerente proprio all’argomento “ottimizzare le immagini in ottica SEO“, con strumenti suggeriti, ma qui faremo un riassunto dicendo che un immagine deve avere:

  • Nome SEO:
    prodotti-naturali-dormire-meglio.jpg –> SI
    zz5511.jpg —> NO
  • Alt Tag e descrizione
  • Immagini leggere (sotto ai 200 Kb se ce la fate)
  • immagini possibilmente originali

Per approfondire leggete però l’articolo dedicato, mi raccomando.

Link building, questa sconosciuta

Perché ho detto che la linki building è sconosciuta?
Perché in molti NON la sanno fare, semplice.

Si crede che basti un articoletto, fatto anche male, su un sito ogni tanto qua e la per poter migliorare il posizionamento delle vostre chiavi principali.

Ebbene no, la Link building è un arte raffinata, richiede tempo, denaro e sudore per riuscire a fare una campagna link degna di questo nome, altrimenti buttate i l vostro tempo, e non solo.

Bisogna saper cercare e trovare i siti giusti, scrivere contenuti ben fatti e saper usare le “anchor text” con granus salis, ed essere disposti ad investire un minimo.

Ma a cosa servono i link?

Immaginate Internet come un immensa ragnatela con migliaia di nodi e google come un piccolo ragnetto al centro.
Ogni giorno Google fa un giretto sui nodi a lui conosciuti e “li segue”, cioè prosegue il suo giro sulla ragnatela seguendo i fili, raggiungendo quindi altri nodi, e via dicendo.

Ora immaginate il vostro sito come un nodo solitario, senza fili che lo raggiungano.
Ecco, i fili rappresentano i Link, e più link (possibilmente di qualità) riceve un sito, maggiore sarà la sua “autorevolezza”.

Link-building-consulente-seo-matteodv

Ecco quindi in sintesi cosa significa ottimizzare un sito in ottica SEO, avrete forse capito che non si tratta di un attività da fare in tre giorni, non è un analisi da dare in pasto ad un software e buona notte.

No, significa molto di più, e chi vi quantifica questa ottimizzazione con un costo forfettario del tipo 600-700 € allora probabilmente non vi sta raccontando bene come stanno le cose, perché non si può quantificare il costo di un progetto senza prima sapere di cosa si tratta, della mole di lavoro che ci sarà da fare, se è un sito vetrina o un e-commerce, ecc. ecc.

Quel costo al massimo lo si può ricondurre alle giornate spese nel fare l’analisi complessiva, l'”Audit SEO” del sito.

Ogni progetto ha un costo a se, e soprattutto ha poco senso fare una stima del genere, questo perché un progetto SEO per portare i suoi frutti necessita solitamente di mesi, anzi, direi minimo un anno.

Se avete quindi necessità di avviare un progetto di consulenza SEO, sapete come contattarmi, altrimenti sarò lieto che la lettura di questo articolo vi abbia aiutato a migliorare un pochino il vostro sito web.

Grazie, Ciao

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO
Come condividere Google Analytics con un altro utente

Come condividere Google Analytics con un altro utente

Google-Analytics

 

Il tuo sito è agganciato al tool di statistica Google Analytic e vuoi condividere i dati ad un altro utente ma non sai come fare?
Segui questa veloce guida e il gioco è fatto in pochi istanti.

Primo passo:

Accedere a google analytics con il proprio account Gmail e cliccare su amministratore come da immagine:

 

condividere-google-analytsics

Secondo passo:

Sulla colonna “Crea proprietà” cliccare su Gestione utenti :

condividere-google-analytsics_utenti

Terzo passo:

Cliccare sul simbolo + e su Aggiungi nuovi utenti :

condividere-google-analytsics_aggiungere_utenti_

 

Ultimo passo:

Aggiungere l’indirizzo email del nuovo utente e cliccare su aggiungi lasciando impostato
avvisa i nuovi utenti via mail”.
Consiglio: lasciare impostato come default solo “lettura e analisi”.

condividere-google-analytsics_aggiungere_utenti_mail

Se hai letto questa piccola guida probabilmente sei interessato alla SEO.
Ti piacerebbe fare un corso SEO a Vicenza o un corso SEO a Padova?

Contattami!

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO
Link Building? Dipende…

Link Building? Dipende…

Perché gran parte delle strategie di link building che ti propongono è inutile.

Avete presente i pomodori a grappolo?
Quelli belli rossi omogenei che trovate su TUTTI i banchi di ortofrutta, dai supermercati ai piccoli negozi
e bancarelle dei mercati rionali?

Link building no grazie

Sono tutti di provenienza OLANDESE.

Quindi? Che centra con la SEO?
lo so, sono un consulente SEO a Vicenza e Padova, dovrei parlare di contenuti SEO, non di pomodori, ma adesso ti spiego.

I pomodori in questione sono tutti allevati in serre idroponiche, cioè SENZA TERRA, dove la crescita della pianta
avviene attraverso la somministrazione degli elementi nutritivi con le radici immerse direttamente in vasche di acqua.

Insomma, aggiungono all’acqua tutte le sostanze necessarie (???)

Pensate ora ai pomodori del vostro orto. NATURALI, gustosi, col sapore del sole e della terra.
Tutta un altra cosa insomma.

E qui sta il concetto.

La differenza tra Link building artificiale e naturale è come tra questi pomodori.

Pensate a quali pomodori preferite e pensate alla QUALITA’ dei vostri link.

Sono RISORSE DI QUALITA’ ?

Vi portano veramente beneficio o state solo riempendo il portafoglio del selvaggio mercato di Link?
Inutile che ve lo dico, Google sa benissimo che esiste questo mercato.

Semplicemente lascia fare, tanto i soldi son nostri, mica suoi.

 

IL DOMAIN AUTHORITY

Parliamo ora un attimo del tanto famoso Domain Authority.

Allora, il D.A. altro non è che E’ un punteggio SVILUPPATO DA MOZ per valutare l’importanza di un dominio da 0 a 100.
Questo punteggio indica la PROBABILITA’ con la quale una pagina si posiziona bene in SERP.

Cioè, ragazzi, parliamoci chiaro. SVILUPPATO DA MOZ… non so se avete capito il concetto.
Come se domani mattina mi sveglio e creo una mia seoteo autorithy spacciandola per la nuova metrica di valutazione dei link.

Per quanto seri siano quelli di MOZ (e lo sono veramente), come facciamo a sapere che quel punteggio rispecchia il
VALORE REALE della pagina in questine? E se google non la reputa di tale importanza?
OK, è comunque una metrica valida ed indicativamente interessante e utile, ma non prendiamo sempre tutto per legge.

 

offerta speciale seo

 

Il negozio sotto casa

Faccio ora un altro esempio per far capire meglio su come la penso sulla Link building fatta male.

Ho un negozio di frutta e verdura a Vicenza e vendo un nuovo frutto chiamato SEO.
Voglio quindi provare a pubblicizzarmi per SEO a VICENZA.

Conosco un tipo su facebook che mi promette un insegna pubblicitaria sul suo negozio per 100 €.
Cazzu cazzu, solo 100 €?
OK, mi sta bene.
Ma… dov’è questo negozio? A Catania! CAZZO, è a Catania!

Capito il concetto?
State pagando decine, centinaia di link a poco prezzo per guest post su siti che hanno una authority alta,
con tantissime visite, ma in realtà quei post COSTRUITI AD HOC non li leggerà MAI NESSUNO.
LINK che magari all’inizio spingono un pò per l’autortà, ma che alla lunga porteranno ZERO visite al vostro sito.
Un po’ come la pubblicità a Catania…

Inoltre spesso questi guest post sono scritti talmente solo per la seo e non per gli utenti che anche se capiti in pagina dopo aver letto 5 righe chiudi e te ne vai.

Sono stato abbastanza chiaro?

Cercate di costruire un rete di link VERA, con colleghi, fornitori, clienti, riviste di settore, con OPINIONI, non post che parlano del nulla, con RECENSIONI, non like ad cazzum.

Insomma, smettete di spendere i vostri soldi a vanvera. Spendeteli, ma bene.
Cioè, se proprio volete acquistare link, meglio pochi ma buoni, magari costosi, ma di qualità.

Google ormai sta andando sempre di più verso questa direzione, i link “di un certo tipo” li riconosce e li cataloga, e non li considera più.
Come ho già detto, all’inizio potrà anche “spingere” in SERP, ma l’effetto è quello di un aspirina contro la polmonite.

Probabilmente qualche seo specialist non sarà della stessa opinione, ma il mondo è bello anche per questo.

Poi, come in tutte le cose ci sono anche le eccezioni.
Fare link building a pagamento seriamente si può, ma non dovete affidarvi al caso, tanto meno a metriche sterili.

Dovete semplicemente rivolgervi a professionisti seri che di questa materia ne hanno creato un lavoro.
Su facebook come su google basta fare un po’ di ricerche per trovare forum o gruppi dedicati all’argomento. Il bello è che essendo appunto piattaforme “social” difficilmente chi lavora male riesce a vendere, e chi lavora seriamente riceve feedback positivi. Insomma, facendo gruppo ne guadagniamo tutti.

Se avete bisogno di una consulenza seo a Vicenza e Padova, contattatemi,
ma solo se volete veramente ascoltarmi.

Se ti è piaciuta questa piccola mini-guida sulla link building, che ne pensi di fare un corso seo?
Pensaci, potrebbe essere un occasione per migliorare le tue conoscenze seo.

Alla prossima!

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

Link Building: I guest post

Come fare un guest post

Una delle tecniche base per fare link building è l’uso dei guest post.

Molti vi diranno “scrivi contenuti utili”, “contatta i blogger del settore per proporre un tuo articolo”, “cerca il più possibile di ottenere backlink spontanei”.

link-building

 

Ora vi dirò una cosa molto importante, che vi deve restare scolpita in testa.

Come dice giustamente il bravo Ivano Di Biasi (leggetevi il suo libro), secondo voi, un piccolo sito/blog che parla ad esempio di giardinaggio, chi cavolo volete che se lo inc…. linki.

Scusate l’eufemismo, ma a volte dovete guardare in faccia la realtà e rendervi conto che il vostro bel blog è uguale a molte decine di altri blog simili e che parlano delle stesse cose di cui parlate voi.

Ora, però, non buttatevi giù.
Un modo per uscire dall’anonimato c’è, e si chiama ricerca. Scrivere contenuti davvero utili è la strada da percorrere, ma dovete trattare gli stessi argomenti che usano i vostri competitor in maniera più esauriente, dovete scoprire di cosa gli altri non hanno ancora scritto. Anticipate i tempi!

Fatta questa premessa, torniamo alla link building, quella branca della SEO che si occupa di acquisire link in entrata verso il vostro sito.

Attenti però, la link building è un arte sopraffina e bisogna stare un po’ attenti. Alcuni vi diranno che può portare a penalizzazioni, che “il pinguino” vi ucciderà, ecc.

Il pinguino? Ma si, Google Penguin!

Google Penguin

 

C’è però una cosa da dire. Siamo nel 2018!

Intendo dire che penguin è una parte dell’algoritmo di google il cui ultimo aggiornamento risale a ottobre 2016, e a detta di molti, oggi Google filtra automaticamente i link in ingresso dividendoli in “buoni e cattivi”.

Questo per bloccare la tanto temuta “negative seo”.

E anche qui apriamo una parentesi:

Difficilmente qualcuno spenderà centinaia di euro per comprare link dannosi (spesso del settore adult) per penalizzarvi. Queste sono guerre che accadono solo tra grossi competitor, e comunque man mano che Google aggiorna il suo algoritmo diventa sempre più raro assistere all’uso di queste tecniche.

Come si fa link building?

Nell’infografica qui sotto vediamo gli aspetti tecnici principali:

link-building in sisntesi

Il nostro sito (brand) può essere citato (senza link quindi) o menzionato. Il link che deriva dalla menzione può a sua volta essere no follow o follow (il preferito ovviamente, perché porta beneficio al nostro sito). Il link viene inserito nel guest post tramite un “ancora” (anchor) che può puntare alla nostra home page (url – brand) oppure puntare ad un nostro contenuto attraverso una keyword secca.

Attenzione a non esagerare troppo con le ancore via keyword, la puzza di bruciato si sentirebbe da lontano.

Ovviamente i nostri backlink possono arrivare sia da immagini, ad esempio tramite banner, oppure da testo.

Un altro aspetto da considerare è l’equilibrio che ci deve essere tra citazioni, menzioni, link follow e link no follow.
Se un sito ha un rapporto citation/backlink basso, significa che sta ricevendo troppi backlink ed è quindi probabile che chi amministra il sito stia usando tecniche di link building. Questa regola è alla base di Google penguin per penalizzare l’abuso di link building.

Come facciamo a pubblicare un guest post?

I metodi per pubblicare un guest post come ospite sono essenzialmente due:

–  Convincere il proprietario del blog da cui vogliamo il link.
–  Pagare. Mi dispiace dirlo, ma  è la via più breve e più seguita.

Come convincere un blogger ad ospitarci? Creando contenuti di grandissima qualità.
Non c’è altra strada, ma anche in questo caso state certi che “sganciando” le cose si fanno più semplici.

guest post

 

Come valutare un sito per fare backlink

Le regole per valutare appieno se il sito con cui vogliamo agganciarci per fare link building sono le seguenti:

·      Il sito ospitante deve essere attinente. Gli argomenti trattati devono essere dello campo di cui ci occupiamo noi.
·      Il rapporto tra citation flow e trust flow deve essere equilibrato.

Controllalo con majestic:

Majestic

 

·      Il sito deve essere autorevole! Controllate ad esempio con Seozoom :

Seozoom_01

 

·    Il sito non deve avere penalizzazioni! Controllate con penalty indicator :

 

Penguin Penalizzazione

 

Ora avete tutti gli strumenti per provare a scrivere un post da proporre ad altri blog del settore per farlo diventare un guest post.

Ti è piaciuto questo articolo? leggi anche come funziona Google!

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

Basi SEO: Indicizzare, ma come lavora Google?

Aiutiamo Google ad indicizzare le nostre pagine.

Google, attraverso i crawler, o spider se preferisci, “scandaglia” il tuo sito web per indicizzare le pagine e per aiutarsi usa la sitemap.
Come dice anche il nome, la sitemap altro non è che la mappa del sito, leggendo la quale indichi agli spider cosa leggere e cosa no, e anche con che priorità.
Per aiutare gli spider puoi indicare direttamente la tua sitemap a google attraverso la Search Console. Vedi la guida ufficiale google per come fare a inviare la sitemap.

 

google_spider

 

La sitemap quindi serve a guidare i crawler ed agevolare il loro lavoro di indicizzazione.
Questo aiuto Google lo apprezza e se tu aiuti lui, lui aiuta te.

Come creare una sitemap?

Puoi usare un servizio online, come ad esempio www.xml-sitemaps.com oppure XML Sitemap Generator, o ancora usare dei software appositi come sitemap generator.
Se usi wordpress, inoltre, esistono dei plugin anche per la sitemap. Basta cercare insomma!

E se non voglio che Google indicizzi tutto?
Ad esempio se si usa worpress di solito non si vuole che sia indicizzata la cartella di amministrazione wp-admin.
Per indicare questi blocchi si usa il file robots, un semplicissimo file di testo, e anche questo lo puoi creare facilmente online attraverso molti servizi. Io ti segnalo Robots txt generator .

 

file-robots

 

Ma cosa controlla google nelle mie pagine? Alcune righe di codice in particolare:

  • Tag title (quello blu sulla serp)
  • Meta tag –> description, keywod, ecc.
  • Alt tag –> vedi articolo “come ottimizzare le immagini
  • Microdati
  • Tag H1
  • Opengraph, ecc.

Poi, ovviamente, i contenuti.
Inutile avere un sito ben costruito tecnicamente se non avete contenuti utili per gli utenti.
la frase “content is king” è valida ancora oggi.

Perchè?
Big G come guadagna secondo te? Con la pubblicità che vende ovviamente, le campagne Adwords.

Per guadagnare deve far si che le campagne “annuncio” siano viste e cliccate, e per questo bisogna che l’utente sia invogliato ad usare Google come motore di ricerca.
Di conseguenza, se tu proponi buoni contenuti utili agli utenti attraverso il tuo sito o blog, google è contento perchè proporre buoni contenuti significa attirare utenti. + utenti = + click.

questo infine signigica che chi propone i contenuti migliori occuperanno le posizioni migliori, cioè più visibili.
Hai capito adesso? Semplice no?
Alla fine è sempre una questione economica.
Google non ti premia perché sei bello, ma perché lo fai guadagnare.

Ma andiamo con ordine.
innanzi tutto, il tuo sito può avere contenuti spaziali, può essere velocissimo nel caricamento, puoi avere immagini bellissime, ma…
Esatto, c’è un ma. Se il tuo sito non è organizzato come si deve, tutto questo è inutile.

La struttura con cui sono ordinati i contenuti deve avere una logica che accompagni l’utente nell’esperienza di navigazione del sito.
E il tutto deve SEMPRE rimandare all’obiettivo del tuo sito: VENDERE!

Che sia un prodotto o un servizio che offri, non devi perdere di mira il tuo obiettivo, che è quello di guadagnare.

Per fare questo devi fare in modo che il tuo possibile cliente resti il più a lungo possibile nel tuo sito, abbassando il più possibile la cosidetta “frequenza di rimbalzo”, cioè “arrivo da te e me ne vado subito” .

Come fare? Come già detto, offrendo contenuti utili, magari divisi in più articoli (se hai un blog. Ce l’hai un blog, vero?) e ogni articolo rimanda ad un altro con contenuti correlati.
OGNI articolo infine rimanda l’utente a visitare la tua pagina prodotti e/o servizi e magari lo invita a comprare/contattarti.

Questa tecnica di link incrociati si chiama cross-linking. Se poi per le anchor text utilizzate delle parole chiave, tanto meglio.

link Building

Sempre in tema di link, un altra tecnica SEO on page è quella di usare link in uscita (outbound link) di qualità.
Linkare siti autorevoli come ad esempio wikipedia o siti di rilievo nel settore di cui state scrivendo, può essere considerato da google come sinonimo di qualità. Di conseguenza, se linkate “spazzatura” anche voi potreste essere giudicati come tale.

Poi, ancora parlando di link autorevoli, a fare la parte del leone saranno gli eventuali link in entrata (backlink) che avrete da parte di altri siti.

Ma di questo argomento sarà meglio parlarne a parte perché abbastanza delicato in quanto è facile incappare in penalizzazioni da parte di google.

Se hai bisogno di un consulente SEO a Vicenza e Padova per posizionare su Google il tuo sito web, contattami!

 

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

Una semplice regola SEO: aggiornare i contenuti.

Perché ogni tanto devi aggiornare il tuo sito web?

Per mantenere il sito “vivo” e per far capire a Google che siete una buona risorsa per i vostri clienti.
Devi essere la risorsa migliore per chi fa una ricerca inerente a quel che proponi.

Se il tuo sito web non è una buona risorsa per i tuoi utenti, per Google tutti gli investimenti saranno sprecati, e quindi con il passare del tempo ti penalizza e finisci in seconda, terza, quarta pagina. Insomma, sparisci.
Questo deve esserti chiaro.

CONTENT IS KING è ancora al momento il mantra in ambito SEO, ovviamente seguito dal “mobile first”.

SEO_Aggiornare_contenuti

Contenuti, contenuti e ancora contenuti. Se non ne hai… NON cominciare a scriverli.
Scrivere contenuti buoni in ottica SEO non è facile e tanto meno da tutti.
Ecco comunque qualche piccolo suggerimento:

  • Il contenuto deve essere di qualità ed originale, nel senso che deve essere scritto da zero e non copiato tale e quale da altre fonti.
  • Lunghezza di almeno 500 caratteri spezzati magari da un immagine coerente con l’argomento.
  • Nei primi 300 caratteri condensare il succo del discorso inserendo anche , con intelligenza, alcune parole chiave, ma mi raccomando, fatelo in maniera naturale, non forzata.
  • Copiare. Come copiare, se hai appena detto di non copiare??? Allora, spieghiamo meglio: copiare nel senso di guardare cosa fanno gli altri, imparare da chi è meglio posizionato. Impara l’arte insomma.
  • Usate, quando possibile le liste. Non fate elenchi a “paragrafo”.
  • Cercate di usare dei sinonimi, perché la semantica è sempre più importante per la SEO.
  • Inserite sia link interni (ad altri articoli del blog ad esempio) che esterni (fonti autorevoli)

E controlla sempre che non ci siano errori.

Scrivere buoni contenuti è importante ai fini del web marketing, serve a creare traffico che dovrai essere bravo a trasformare in vendita/contatti.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche questo su come scrivere in ottica SEO!

E se devi rivisitare il tuo sito in ottica seo, chiamami.
Sarò il tuo consulente SEO a Vicenza e Padova.

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

Come scrivere testi per la SEO

Scrivere testi in ottica SEO

Copywriting, testi SEO friendly, scrivere testi in ottica SEO, tutte cose conosciute da tempo da chi è nel settore come il consulente SEO o per chi seriamente vuole posizionare “decentemente” il proprio sito su google.

Una volta con copywriter si intendeva chi scriveva per campagne pubblicitarie, oggi è molto di più, deve saper anche scrivere per il web. Quindi, per gestire un blog, le regole sono analoghe.
Ma in sintesi, “struca struca” diremmo noi veneti, cosa vuol dire?

E’ molto semplice, più di quello che si pensa. Significa scrivere contenuti utili per gli utenti.
tutto qui? SI, tutto qui.
In fondo,se ci pensi è anche normale. Se fossi ad esempio un appassionato di moto, compreresti una rivista che offre contenuti nuovi ed interessanti o una che gira e rigira propone sempre le stesse cose?

A proposito, se devi rivisitare il tuo sito in ottica seo, chiamami.
Sarò il tuo consulente SEO a Vicenza e Padova.

Scrivere-testi-in-ottica-seo

Ecco alcune semplici regole per scrivere in ottica SEO:

    1. Contenuti utili!

      Cioè? ma che vuol dire? dimmi di più cazzarola.
      Calma calma, significa che non bisogna parlare di fuffa, che non devi riempire i tuoi testi di keyword, ma devi scrivere testi in ottica seo dicendo cose che l’utente non trova da nessun altra parte.
      Prendi un argomento e svisceralo a fondo. Tratta il tema in maniera esauriente, fino addirittura a creare delle vere e proprie guide.
      L’equazione è semplice :
      Utente contento –> Usa Google –> Google guadagna –> Google ti posiziona bene perché lo fai guadagnare.

    2. Scrivere testo ottimizzati.

      Usa le longtail keywords, inseriscile nelle primissimime righe per poi scrivere il resto del testo in maniera naturale ed usando sinonimi o chiavi correlate.

      Se vuoi saperne di più sulle chiavi a coda lunga, leggi questo mio articolo.

    3. Il titolo.

      Inutile scrivere articoli ottimizzati e utili se non coadiuvati da un buon titolo, sottotitoli inerenti e di conseguenza i metadati “Title” e “description”, che devono essere brevi, unici per ogni articolo e contenere la parola chiave più pertintente. Questo perché il titolo e la descrizione vanno a formare quello che noi conosciamo come SNIPPET, cioè le brevi
      descrizioni che troviamo quando facciamo ricerche con google.

    4. Aranzulla docet!!!

      Si, quello che stai leggendo è vero.
      Com’è riuscito il buon Ara a posizionarsi per molti, moltissimi, troppi argomenti?
      INONDANDO la rete di articoli simili ma diversi che trattano lo stesso argomento da punti di vista differenti.
      Scrivi, tanto e bene insomma.

      Vuoi imparare molto di più sulla seo e il web marketing?
      Il mio corso potrebbe fare per te!

 

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

Ottimizzare le immagini in ottica SEO

Ottimizzare le immagini in ottica SEO

Tre cose

Abbiamo parlato di contenuti, di quanto sia importante che siano di qualità e ottimizzati.
Ma, per le immagini? Perchè è importante ottimizzare le immagini in ottica seo?

Le immagini sono fondamentali per un sito web, pensate ad un sito di e-commerce ad esempio.
Senza immagini cosa riuscirebbe a vendere?
Le immagini catturano l’attenzione e a volte trasmettono un messaggio in modo più efficace di qualsiasi testo. E in modo rapido.

 

cosa vuol dire “ottimizzate”?

Significa essenzialmente tre cose:
– Che siano “leggere”.
– Che abbiano un titolo inerente.
– Che abbiano il Tag ALT valorizzato correttamente

 

ottimizzare_immagini_seo

 

Voglia di leggerezza.

Come direbbe la ragazzina del buondì Motta, c’è bisogno di “leggerezza”.

La velocità di caricamento di un sito è uno dei tanti fattori importanti per la SEO, e immagini pesanti possono rallentare di molto questa fase.
Non serve che tutte le vostre immagini pesino 25 Kb, dipende sempre dal tipo di immagini e il ruolo che hanno, ma attenti a non sforare di troppo i 300 Kb circa.

 

Un buon metodo consiste nel ridurle alla dimensione in pixel necessaria e poi con Photoshop, o software equivalente, salvarle per web con qualità del 70%.
Poi, se non siete ancora soddisfatti potete usare l’ottimo programma free XnConvert, un “compressore” che pur alleggerendo ulteriormente il file ne mantiene una buona qualità.

Lo puoi trovare qui

 

comprimere immagini seo

 

Le parole sono importanti

Il nome di un immagine è MOLTO importante ai fini SEO.Ricordate di rinominare sempre le vostre immagini. Per esempio, da un banale “OL00654_01.jpg” a un più parlante “Fiat_Panda_bianca_usata.jpg”.
Cambia, e di molto, perchè gli spider di Google al momento della scansione del vostro sito indicizzano anche le immagini, e un titolo “OL00654_01” non comparirà in nessuna ricerca, mentre “Fiat_Panda_bianca_usata” probabilemnte si. Capite ora?

Ti serve un consulente SEO che ottimizzi il tuo sito, immagini comprese? contattami.

 

alt_tag immagini Seo

 

I TAG Alt e Title

 

Il tag alt è un attributo, e significa “alternativo”.
In pratica è il testo alternativo all’immagine, utile ad esempio quando per vari motivi un immagine non viene caricata dal server. Al posto dell’immagine vi sarà la descrizione che avete scritto nel tag ALT.

Il tag title invece è il titolo vero e proprio dell’immagine.
Passate con il mouse sopra all’immagine qui a fianco e vedrete il suo titolo apparire.

Ecco un esempio di codice:
img src=”img/pippo.jpg” title=”Pippo” alt=”Pippo”

Ai fini SEO è importante che ogni immagine abbia i due tag valorizzati, soprattutto il tag ALT. Perchè?
Pensate a quante ricerche vengono fatte attraverso google immagini. Se l’immagine della vostra Panda usata ha correttamente valorizzato l’attributo ALT, verrà indicizzata e potrà quindi essere più facilmente trovata.

Ovviamente, per la SEO, non bisogna abusare di questo elemento, bisogna semplicemente descrivere l’immagine, senza aggiungere altre “furberie”. Insomma, Non pensate che Google sia scemo. Quindi, che compiliate il vostro sito in codice o che utilizziate un CMS, ricordate sempre di usare correttamente questo tag.

 

Quindi , in estrema sintesi:

  • Dai un nome sensato alla foto. IMG_0123250.jpg per Google non ha alcun significato.
  • Scegli un formato rinominare i file prima di caricarli e usa sempre quello. Ad esempio: nome_prodotto-colore-nome_azienda.jpg
  • Utilizza immagini inerenti al contenuto di cui stai parlando.
  • Fai in modo che alt e title siano coerenti e rispettino le regole SEO senza fare “spam”.

 

Ti è piaciuta questa mini-guida sull’ottimizzazione delle immagini in ottica seo?
Allora forse potrebbe piacerti partecipare al mio corso seo a Vicenza e Padova

 

 

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

Long tail keyword o chiavi a coda lunga

Tecnica delle chiavi a coda lunga

Strategia

La tecnica SEO delle chiavi a coda lunga è la strategia di preferire parole chiave complesse con volume di ricerca inferiore (e tasso di conversione superiore) rispetto a scegliere parole chiave semplici con un alto volume di ricerca ma troppo generiche.

Se vendiamo auto usate, ad esempio, sarà utile posizionarci per il tipo di auto che offriamo.
Se vendiamo principalmente Fiat e operiamo a Vicenza allora una buona chiave sarà “fiat panda usata vicenza”.
Paragonando infatti le due keyword “Auto usate” e “Fiat Panda 4×4 usata Vicenza”, sicuramente la prima avrà un maggior volume di ricerche ma anche una concorrenza altissima e poca conversione. Al contrario, la seconda, più specifica, avrà meno ricerche ma più mirate e più facilmente convertibili in clienti veri e interessati all’acquisto.

 

curva_parole_chiave

curva delle parole chiave

 

Identifica

Nel posizionamento attenzione quindi ad usare keyword che identifichino bene il tuo business.
Se vendi Macchine fotografiche a Milano, potrai usare ovviamente “macchine fotografiche Milano” ma anche e soprattutto “Canon eos 5D mark 3 Milano”, “Nikon d850 Milano”, “Olympus OMD-EM5 mark 2 Milano” ecc.
chiavi più specifiche di bassa ricerca, ma più facilmente posizionabili.

Io stesso ad esempio potrei usare “SEO Vicenza” come “siti web SEO Vicenza” oppure “siti web consulente SEO a Vicenza”.
Oppure, se volessi allargare la mia area geografica di azione potrei scrivere “siti web consulente SEO a Vicenza, Padova, Verona”. tendenzialmente quindi le chiavi a coda lunga sono a volte preferibili, ma attenzione a non esagerare.

Pensiamo ad esempio ad un mobilificio che vende cucine a Pavia.
Con “mobilificio Pavia” la concorrenza sarà abbastanza alta, con “mobilificio cucine Pavia” un po’ meno.
In qualche caso puoi usare “offerte mobilificio cucine Pavia” ma attenzione a non usare “cucina faggio elettrodomestici bosch pomelli acciaio satinato Pavia”. Un po’ troppo specifica, perchè difficilmente un utente eseguirà tale ricerca.

 

parole_chiave_troppo_lunghe

Attenzione quindi a chi vi promette di posizonarvi in prima pagina su Google senza dirvi la chiave di ricerca.
se vendete bulloni, sarà facilissimo posizionarvi per “bulloni rosa”, ma ammesso che li vendiate, chi li vuole???

Devi ottimizzare le tue keywords?contattami.

Se invece ti interessa imparare le tecniche seo partecipa al mio corso seo a Vicenza e Padova!

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO