Articolo aggiornato il: 9 Febbraio 2026
In questo articolo tratteremo i seguenti temi:
Perché la link building del passato non funziona più e come adattarsi alle nuove regole del gioco
La link building è da sempre uno dei pilastri fondamentali della SEO (leggi questo articolo e capirai perché), ma nel 2026 le regole del gioco sono cambiate radicalmente. Molti professionisti del marketing digitale continuano a seguire strategie obsolete, convinti che accumulare decine di collegamenti ogni mese sia la chiave del successo.
La realtà è ben diversa: Google è diventato incredibilmente sofisticato nel distinguere i link naturali da quelli artificiali, premiando la pertinenza e l’autorevolezza rispetto al volume.
Mentre alcuni si ostinano a inseguire metriche quantitative, chi ha compreso questo cambiamento e l’evoluzione dell’algoritmo sta ottenendo risultati straordinari con approcci più mirati.
La qualità batte la quantità: ecco perché
Uno degli errori più comuni è pensare che servano decine di backlink mensili per scalare le SERP. Questa convinzione deriva da pratiche del passato anche recente, quando i motori di ricerca erano meno evoluti e il numero di collegamenti in entrata pesava più del loro valore intrinseco.
Nel 2026, cinque link strategici e pertinenti hanno un impatto enormemente superiore rispetto a cinquanta collegamenti casuali provenienti da fonti irrilevanti. Gli algoritmi di ranking valutano diversi fattori quando analizzano un backlink:
- Autorevolezza della fonte: un collegamento da un sito con elevata domain authority e reputazione consolidata trasferisce molta più “forza” rispetto a centinaia di link da directory sconosciute.
- Rilevanza tematica: la pertinenza del contenuto linkante rispetto al tuo settore amplifica significativamente il valore del collegamento. La pertinenza! Mettetevelo in testa.
- Contestualità: i link inseriti naturalmente nel corpo del testo, circondati da contenuto rilevante, hanno peso maggiore rispetto a quelli in footer o sidebar.
- Traffico organico reale: un backlink da una pagina che riceve visite qualificate genera segnali positivi al motore di ricerca.
Concentrarsi sulla qualità piuttosto che sulla quantità significa anche evitare penalizzazioni. I pattern di link innaturali vengono facilmente identificati e possono danneggiare seriamente il posizionamento.

Il guest posting intelligente è vivo e vegeto
Molti hanno dichiarato morto il guest blogging, ma questa affermazione non è del tutto corretta.
Quello che è effettivamente scomparso è il guest posting di bassa lega: articoli scritti male, pubblicati su blog irrilevanti, con link forzati verso siti non pertinenti.
per info, qui ho scritto un articolo che spiega come si scrive un guest post, oppure qui un altro articolo che spiega bene, punto per punto, come si scrive per il web.
Insomma, le risorse per scrivere bene ci sono, quindi smettila si scrivere con i piedi per cortesia.
Il guest posting strategico e qualitativo rappresenta ancora una delle tecniche più efficaci per:
- Costruire la propria autorevolezza nel settore di riferimento
- Dimostrare competenza attraverso contenuti approfonditi e utili
- Raggiungere nuove audience già interessate alla tua nicchia
- Stabilire relazioni durature con altri professionisti e testate
La chiave sta nell’approccio!
Pubblicare un articolo esperto e originale su un magazine autorevole del tuo settore porta benefici multipli: credibilità, visibilità, traffico referral qualificato e, sì, anche un backlink di valore.
Il focus deve essere sulla creazione di contenuto che apporti reale valore ai lettori, non sulla semplice acquisizione del collegamento.
Quando scegli dove pubblicare guest post, considera questi criteri:
- Il sito ha un’audience reale e coinvolta
- I contenuti pubblicati sono di alta qualità e ben curati
- La tematica è perfettamente allineata al tuo settore
- Gli standard editoriali sono elevati
- Il sito stesso riceve backlink naturali e ha buone metriche SEO
Non tutti i collegamenti sono uguali, traffico e rilevanza contano
Un altro mito persistente è che qualsiasi backlink abbia valore, a prescindere dalla fonte.
Questa visione semplicistica ignora completamente come funzionano realmente gli algoritmi moderni.
Un collegamento proveniente da un sito “fantasma” – ovvero una pagina web senza traffico organico, senza visitatori reali, creata principalmente per scopi SEO – non trasferisce alcun valore significativo. Anzi, può risultare persino controproducente se inserito in una rete di link innaturali.
Google, infatti, è un furbacchione, e sfruttando le potenzialità di Chrome valuta i backlink anche attraverso segnali comportamentali.
Quando un collegamento proviene da una pagina che:
- Riceve visite organiche reali dai motori di ricerca
- Genera engagement (tempo sulla pagina, interazioni)
- Fa parte di un sito con navigazione attiva tra le pagine
- Ha contenuti aggiornati regolarmente
Quel link assume un peso completamente diverso rispetto a uno proveniente da una directory abbandonata o da un blog network privo di lettori.
Come costruire una strategia di link earning vincente
La transizione da “link building” a “link earning” rappresenta il cambio fondamentale. Non si tratta più di costruire artificialmente collegamenti, ma di meritarseli attraverso contenuti eccellenti e strategie intelligenti.
Crea risorse linkabili che gli altri vogliano naturalmente citare:
- Ricerche originali con dati esclusivi del tuo settore
- Guide complete e approfondite su argomenti complessi
- Strumenti gratuiti utili alla tua audience
- Infografiche visualizzazioni di dati interessanti
- Case study dettagliati con risultati misurabili
Sviluppa relazioni autentiche con altri professionisti, blogger e giornalisti del tuo campo. Le menzioni e i collegamenti più preziosi nascono da rapporti genuini, non da fredde richieste via email.
Monitora chi menziona il tuo brand (Google Alerts può esserti di aiuto) o i tuoi contenuti senza linkare, e contattali educatamente per trasformare quelle citazioni in backlink effettivi. Questa tecnica del “reclaim” è estremamente efficace perché chi ti ha già menzionato conosce il tuo lavoro.
Gli indicatori che contano davvero nel 2026
Per valutare se una strategia di link building sta funzionando, devi guardare oltre il semplice numero di backlink acquisiti. Le metriche moderne da monitorare includono:
- Crescita del traffico organico qualificato verso le pagine target
- Miglioramento della posizione nelle SERP per keyword strategiche ad alta intenzione commerciale
- Aumento della domain authority complessiva nel tempo
- Qualità media dei domini linkanti (autorevolezza, traffico, pertinenza)
- Distribuzione naturale degli anchor text utilizzati
- Tasso di permanenza dei backlink acquisiti
Un singolo collegamento da una fonte autorevole che porta 100 visitatori qualificati mensili vale infinitamente di più di 20 link da siti senza traffico che non generano alcun click-through.
| Indicatore | Cosa misura | Perché conta nel 2026 |
|---|---|---|
| Traffico organico qualificato | Incremento di visite realmente interessate alle pagine target | Indica che i link portano utenti in target, non solo segnali SEO |
| Posizionamento SERP | Miglioramento delle keyword strategiche ad alta intenzione | Riflette l’impatto reale della link building sulle query che convertono |
| Domain Authority nel tempo | Crescita progressiva dell’autorevolezza del dominio | Premia strategie coerenti e continuative, non azioni spot |
| Qualità dei domini linkanti | Autorevolezza, traffico e pertinenza dei siti che linkano | Un link da una fonte autorevole pesa più di decine di link irrilevanti |
| Distribuzione anchor text | Naturalezza e varietà degli anchor utilizzati | Riduce il rischio di penalizzazioni e migliora la credibilità semantica |
| Durata dei backlink | Stabilità e permanenza dei link acquisiti | I link duraturi indicano relazioni editoriali reali |
| Traffico per singolo link | Visitatori qualificati generati da ogni backlink | Un link che porta utenti vale più di molti link senza click |
Errori da evitare assolutamente
Alcune pratiche possono danneggiare seriamente i tuoi sforzi di ottimizzazione off-page:
- Acquistare link di scarsa qualità e a “pacchetti” un tanto al chilo, è rischioso e spesso controproducente. Google è efficacissimo nell’identificare schemi di link a pagamento e le penalizzazioni possono essere devastanti.
- Partecipare a schemi di scambio link reciproci su larga scala crea pattern facilmente riconoscibili e svaluta i collegamenti coinvolti.
- Utilizzare sempre lo stesso anchor text commerciale (esempio: “miglior software CRM”) in tutti i backlink è innaturale e solleva bandiere rosse algoritmiche.
- Concentrarsi esclusivamente sulla homepage ignorando le pagine interne limita il potenziale di ranking delle tue pagine più strategiche.
Il futuro della link building è naturale (più o meno)
La direzione è chiara: i motori di ricerca premiano sempre di più i collegamenti guadagnati organicamente attraverso contenuti eccezionali, autorevolezza riconosciuta e relazioni genuine.
Investire tempo nella creazione di risorse veramente utili, nella costruzione della propria reputazione come esperto, nello sviluppo di rapporti autentici con la propria community porta risultati duraturi e sostenibili.
La link building del 2026 non è una questione di trucchi o scorciatoie, ma di creare valore reale che le persone vogliono condividere e citare naturalmente. Questo approccio richiede più impegno iniziale ma garantisce stabilità nel lungo periodo, proteggendo il tuo sito da fluttuazioni algoritmiche e penalizzazioni.
Chi continua a inseguire metriche vuote e collegamenti di bassa qualità si troverà sempre più in difficoltà, mentre chi abbraccia la filosofia del link earning vedrà crescere costantemente traffico, autorevolezza e conversioni.
