Matteo Dalla Vecchia

La SEO è come il mio orto

Non sto scherzando, la SEO è davvero come il mio orto.

orto-come-la-seo

Non sono diventato matto, ora vi spiego con calma.
Oggi pomeriggio ero a casa con i bimbi, e vista la bella giornata di sole li ho portati giù a giocare.

Nel frattempo, per unire l’utile al dilettevole ho zappato l’orto, e finché zappavo pensavo alla SEO.
La SEO è come la terra, mi dicevo, bisogna lavorarla tanto e avere tanta pazienza per vedere i risultati.

Ed ecco quindi la prima similitudine:

lavoro e pazienza

SEO-lavoro-e-pazienza

 

Poi, finché zappavo, è arrivata mia moglie e allora si fanno quattro chiacchere, e poi “mi passi la forbice”, “mi aiuti con questo vaso”,  “dove hai messo il terriccio?” ecc. ecc.
Ad un certo punto compare mio fratello che torna dal lavoro e mi chiede perchè non ho usato la motozappa.

Sapete perchè? Ho tolto talmente tante erbacce quest’anno che zappa di qua, zappa di la, avevo già smosso quasi tutta la terra.

Già, le erbacce. Se no le togli ti infestano.
E nella SEO? Tag a casaccio, H1 come piovesse, categorie buttate la.
Erbacce da estirpare.

Ecco quindi la seconda somiglianza:

Elimina le erbacce cattive, tieni pulito il tuo sito.

la-seo-e-le-erbacce

Ma ecco il vicino di casa che pota la siepe. E anche li scambi due parole.
E pensavo, lavorare il mio orto mi porta ad avere relazioni con gli altri, mia moglie, mio fratello, i vicini, con il suocero si parla spesso dell’orto, ecc.

E la SEO? Senza relazioni sei morto.
La cosi detta link building naturale non è altro che tessere relazioni, gli altri che parlano di te e con te.

Ed ecco quindi il terzo punto d’incontro:

Relazionarsi con gli altri, naturalmente.

seo-relazioni

 

Hai capito ora?

Studia, leggi libri sulla SEO, fai corsi, frequenta i giusti gruppi su facebook, ma se non sei te stesso, se non tessi relazioni con gli altri in modo naturale, allora non hai capito niente sulla SEO.
Non è solo codice, non è solo analisi.

La SEO è innanzitutto RELAZIONI. Coltivale!

Seo, una passione, come il mio orto.

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Link Building: I guest post

Come fare un guest post

Una delle tecniche base per fare link building è l’uso dei guest post.

Molti vi diranno “scrivi contenuti utili”, “contatta i blogger del settore per proporre un tuo articolo”, “cerca il più possibile di ottenere backlink spontanei”.

link-building

 

Ora vi dirò una cosa molto importante, che vi deve restare scolpita in testa.

Come dice giustamente il bravo Ivano Di Biasi (leggetevi il suo libro), secondo voi, un piccolo sito/blog che parla ad esempio di giardinaggio, chi cavolo volete che se lo inc…. linki.

Scusate l’eufemismo, ma a volte dovete guardare in faccia la realtà e rendervi conto che il vostro bel blog è uguale a molte decine di altri blog simili e che parlano delle stesse cose di cui parlate voi.

Ora, però, non buttatevi giù.
Un modo per uscire dall’anonimato c’è, e si chiama ricerca. Scrivere contenuti davvero utili è la strada da percorrere, ma dovete trattare gli stessi argomenti che usano i vostri competitor in maniera più esauriente, dovete scoprire di cosa gli altri non hanno ancora scritto. Anticipate i tempi!

Fatta questa premessa, torniamo alla link building, quella branca della SEO che si occupa di acquisire link in entrata verso il vostro sito.

Attenti però, la link building è un arte sopraffina e bisogna stare un po’ attenti. Alcuni vi diranno che può portare a penalizzazioni, che “il pinguino” vi ucciderà, ecc.

Il pinguino? Ma si, Google Penguin!

Google Penguin

 

C’è però una cosa da dire. Siamo nel 2018!

Intendo dire che penguin è una parte dell’algoritmo di google il cui ultimo aggiornamento risale a ottobre 2016, e a detta di molti, oggi Google filtra automaticamente i link in ingresso dividendoli in “buoni e cattivi”.

Questo per bloccare la tanto temuta “negative seo”.

E anche qui apriamo una parentesi:

Difficilmente qualcuno spenderà centinaia di euro per comprare link dannosi (spesso del settore adult) per penalizzarvi. Queste sono guerre che accadono solo tra grossi competitor, e comunque man mano che Google aggiorna il suo algoritmo diventa sempre più raro assistere all’uso di queste tecniche.

Come si fa link building?

Nell’infografica qui sotto vediamo gli aspetti tecnici principali:

link-building in sisntesi

Il nostro sito (brand) può essere citato (senza link quindi) o menzionato. Il link che deriva dalla menzione può a sua volta essere no follow o follow (il preferito ovviamente, perché porta beneficio al nostro sito). Il link viene inserito nel guest post tramite un “ancora” (anchor) che può puntare alla nostra home page (url – brand) oppure puntare ad un nostro contenuto attraverso una keyword secca.

Attenzione a non esagerare troppo con le ancore via keyword, la puzza di bruciato si sentirebbe da lontano.

Ovviamente i nostri backlink possono arrivare sia da immagini, ad esempio tramite banner, oppure da testo.

Un altro aspetto da considerare è l’equilibrio che ci deve essere tra citazioni, menzioni, link follow e link no follow.
Se un sito ha un rapporto citation/backlink basso, significa che sta ricevendo troppi backlink ed è quindi probabile che chi amministra il sito stia usando tecniche di link building. Questa regola è alla base di Google penguin per penalizzare l’abuso di link building.

Come facciamo a pubblicare un guest post?

I metodi per pubblicare un guest post come ospite sono essenzialmente due:

–  Convincere il proprietario del blog da cui vogliamo il link.
–  Pagare. Mi dispiace dirlo, ma  è la via più breve e più seguita.

Come convincere un blogger ad ospitarci? Creando contenuti di grandissima qualità.
Non c’è altra strada, ma anche in questo caso state certi che “sganciando” le cose si fanno più semplici.

guest post

 

Come valutare un sito per fare backlink

Le regole per valutare appieno se il sito con cui vogliamo agganciarci per fare link building sono le seguenti:

·      Il sito ospitante deve essere attinente. Gli argomenti trattati devono essere dello campo di cui ci occupiamo noi.
·      Il rapporto tra citation flow e trust flow deve essere equilibrato.

Controllalo con majestic:

Majestic

 

·      Il sito deve essere autorevole! Controllate ad esempio con Seozoom :

Seozoom_01

 

·    Il sito non deve avere penalizzazioni! Controllate con penalty indicator :

 

Penguin Penalizzazione

 

Ora avete tutti gli strumenti per provare a scrivere un post da proporre ad altri blog del settore per farlo diventare un guest post.

Ti è piaciuto questo articolo? leggi anche come funziona Google!

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

3 importanti fattori SEO del 2018

Novità SEO 2018: Speed Update, mobile first index e HTTPS!


Speed Update

Il 17 Gennaio 2018 Google ha rilasciato l’annuncio ufficiale per l’implementazione di Speed Update a Luglio 2018 alla navigazione da mobile.

Google estenderà la misurazione della “velocità dell’esperienza utente”, cioè della velocità di caricamento delle pagine, alle ricerche mobile.
C’è da dire che questo parametro è un fattore di rank dal 2010, ma ora viene appunto esteso al mobile.

Ma quali sono le pincipali novità dello speed update di luglio 2018?

  1. Si estende alla mobile search la misurazione della velocità come fattore di ranking;
  2. Ad essere colpite saranno le pagine TROPPO LENTE;
  3. L’intento di ricerca nelle query resta un fattore predominante, quindi una pagina lenta può ben posizionarsi lo stesso;
  4. Google dice che non c’è tool in grado di dire con certezza se una pagina è conforme o meno con gli standard.Vengono comunque segnalati Chrome User Experience Report, Lighthouse e PageSpeed Insights;

Google Speed_Update 2018

Quanto sarà impattante questo update non lo sappiamo ancora, ma ricordiamoci in ogni caso che il nostro sito, o il sito di un vostro cliente, non è tanto importante quanto veloce sia per Google, ma quanto sia veloce l’esperienza di navigazione per l’utente.

Questo è sicuramente il fattore più importante su cui dovete ragionare quando si parla di “velocità del sito”.

Ma come devo fare per rendere più veloce un sito web?

Non c’è una cosa da fare, ma tante piccole cose, che insieme renderanno la navigazione più veloce e gradevole.

Prima cosa da fare, ottimizza le immagini!
Leggi il mio articolo “Ottimizzare le immagini in ottica SEO” per capire di cosa parlo.

Poi devi cercare di avere il codice della pagina il più possibile pulito, le librerie css e javascript in versione minimizzata e poi, last but not least, il sito web deve risiedere su un hosting performante, perchè avere una macchina perfetta con il motore di una 500 serve a poco.

Per scegliere un buon hosting leggi il mio articolo “I 3 migliori hosting italiani 2018

Mobile-first indexing

Indicizzazione: Cosa cambia dal 2018?
Cambierà il metodo con cui Google indicizza le pagine del tuo sito e di conseguenza il metodo di attribuzione del Rank.
Fino ad oggi tale indicizzazione era sulla base dell’analisi delle pagine in versione desktop del sito.
Ora invece,Il crawler scandaglierà principalmente la versione mobile delle pagine utilizzando quindi il mobile anche per stabilire il rank del sito.

Mobile-first-index

Di conseguenza, avere un sito web in versione responsive, amp, oppure mobile oggi è determinante per il posizionamento.

Perché questo cambiamento? Perché oggi quasi il 70% delle ricerche avviene da mobile!
E lo sai che anche l’orario in cui vengono effettuate le ricerche è importante?
Approfondisci qui se vuoi.

Per vedere se il tuo sito è mobile friendly, puoi provare a fare un test attraverso l’apposito tool di Google test mobile-friendly.

Se non hai un sito web responsive, contattami e rimedieremo!

Google Chrome: da luglio 2018 i siti HTTP saranno segnalati come “non sicuri”!

Attualmente funziona che quando un sito web usa il protocollo HTTPS, alla sinistra dell’indirizzo web Google Chrome mostra un lucchetto chiuso di colore verde con la scritta “Sicuro”.

HTTPS

Se invece si usa ancora il protocollo HTTP, attualmente Chrome mostra una “i” cerchiata in grigio, e se ci si clicca sopra si leggera la frase “la connessione a questo sito non è sicura”, mentre da luglio 2018, con Chrome in versione 68, alla “i” cerchiata verrà affiancata la scritta “Non sicuro”.

HTTP

Ecco un po’ di statistiche direttamente dal blog di Google

  • Più del 68% di traffico su Chrome per Android e Windows è in forma protetta HTTPS.
  • Su MAC OS e Chrome OS questa percentuale sale al 78%
  • tra i 100 siti top al mondo ben 81 sono HTTPS.

Cosa comporta se resto in HTTP?
Dipende dall’uso che fai del tuo sito, ma ti faccio una domanda:
Tu ti sentiresti tranquillo ad entrare in un sito indicato come “non sicuro”?

Se hai dubbi e vuoi fare analizzare il tuo sito web, contattami!
Se devi fare ottimizzazione per i motori di ricerca sarò il tuo consulente SEO a Vicenza e Padova.

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Basi SEO: Indicizzare, ma come lavora Google?

Aiutiamo Google ad indicizzare le nostre pagine.

Google, attraverso i crawler, o spider se preferisci, “scandaglia” il tuo sito web per indicizzare le pagine e per aiutarsi usa la sitemap.
Come dice anche il nome, la sitemap altro non è che la mappa del sito, leggendo la quale indichi agli spider cosa leggere e cosa no, e anche con che priorità.
Per aiutare gli spider puoi indicare direttamente la tua sitemap a google attraverso la Search Console. Vedi la guida ufficiale google per come fare a inviare la sitemap.

 

google_spider

 

La sitemap quindi serve a guidare i crawler ed agevolare il loro lavoro di indicizzazione.
Questo aiuto Google lo apprezza e se tu aiuti lui, lui aiuta te.

Come creare una sitemap?

Puoi usare un servizio online, come ad esempio www.xml-sitemaps.com oppure XML Sitemap Generator, o ancora usare dei software appositi come sitemap generator.
Se usi wordpress, inoltre, esistono dei plugin anche per la sitemap. Basta cercare insomma!

E se non voglio che Google indicizzi tutto?
Ad esempio se si usa worpress di solito non si vuole che sia indicizzata la cartella di amministrazione wp-admin.
Per indicare questi blocchi si usa il file robots, un semplicissimo file di testo, e anche questo lo puoi creare facilmente online attraverso molti servizi. Io ti segnalo Robots txt generator .

 

file-robots

 

Ma cosa controlla google nelle mie pagine? Alcune righe di codice in particolare:

  • Tag title (quello blu sulla serp)
  • Meta tag –> description, keywod, ecc.
  • Alt tag –> vedi articolo “come ottimizzare le immagini
  • Microdati
  • Tag H1
  • Opengraph, ecc.

Poi, ovviamente, i contenuti.
Inutile avere un sito ben costruito tecnicamente se non avete contenuti utili per gli utenti.
la frase “content is king” è valida ancora oggi.

Perchè?
Big G come guadagna secondo te? Con la pubblicità che vende ovviamente, le campagne Adwords.

Per guadagnare deve far si che le campagne “annuncio” siano viste e cliccate, e per questo bisogna che l’utente sia invogliato ad usare Google come motore di ricerca.
Di conseguenza, se tu proponi buoni contenuti utili agli utenti attraverso il tuo sito o blog, google è contento perchè proporre buoni contenuti significa attirare utenti. + utenti = + click.

questo infine signigica che chi propone i contenuti migliori occuperanno le posizioni migliori, cioè più visibili.
Hai capito adesso? Semplice no?
Alla fine è sempre una questione economica.
Google non ti premia perché sei bello, ma perché lo fai guadagnare.

Ma andiamo con ordine.
innanzi tutto, il tuo sito può avere contenuti spaziali, può essere velocissimo nel caricamento, puoi avere immagini bellissime, ma…
Esatto, c’è un ma. Se il tuo sito non è organizzato come si deve, tutto questo è inutile.

La struttura con cui sono ordinati i contenuti deve avere una logica che accompagni l’utente nell’esperienza di navigazione del sito.
E il tutto deve SEMPRE rimandare all’obiettivo del tuo sito: VENDERE!

Che sia un prodotto o un servizio che offri, non devi perdere di mira il tuo obiettivo, che è quello di guadagnare.

Per fare questo devi fare in modo che il tuo possibile cliente resti il più a lungo possibile nel tuo sito, abbassando il più possibile la cosidetta “frequenza di rimbalzo”, cioè “arrivo da te e me ne vado subito” .

Come fare? Come già detto, offrendo contenuti utili, magari divisi in più articoli (se hai un blog. Ce l’hai un blog, vero?) e ogni articolo rimanda ad un altro con contenuti correlati.
OGNI articolo infine rimanda l’utente a visitare la tua pagina prodotti e/o servizi e magari lo invita a comprare/contattarti.

Questa tecnica di link incrociati si chiama cross-linking. Se poi per le anchor text utilizzate delle parole chiave, tanto meglio.

link Building

Sempre in tema di link, un altra tecnica SEO on page è quella di usare link in uscita (outbound link) di qualità.
Linkare siti autorevoli come ad esempio wikipedia o siti di rilievo nel settore di cui state scrivendo, può essere considerato da google come sinonimo di qualità. Di conseguenza, se linkate “spazzatura” anche voi potreste essere giudicati come tale.

Poi, ancora parlando di link autorevoli, a fare la parte del leone saranno gli eventuali link in entrata (backlink) che avrete da parte di altri siti.

Ma di questo argomento sarà meglio parlarne a parte perché abbastanza delicato in quanto è facile incappare in penalizzazioni da parte di google.

Se hai bisogno di un consulente SEO a Vicenza e Padova per posizionare su Google il tuo sito web, contattami!

 

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

Una semplice regola SEO: aggiornare i contenuti.

Perché ogni tanto devi aggiornare il tuo sito web?

Per mantenere il sito “vivo” e per far capire a Google che siete una buona risorsa per i vostri clienti.
Devi essere la risorsa migliore per chi fa una ricerca inerente a quel che proponi.

Se il tuo sito web non è una buona risorsa per i tuoi utenti, per Google tutti gli investimenti saranno sprecati, e quindi con il passare del tempo ti penalizza e finisci in seconda, terza, quarta pagina. Insomma, sparisci.
Questo deve esserti chiaro.

CONTENT IS KING è ancora al momento il mantra in ambito SEO, ovviamente seguito dal “mobile first”.

SEO_Aggiornare_contenuti

Contenuti, contenuti e ancora contenuti. Se non ne hai… NON cominciare a scriverli.
Scrivere contenuti buoni in ottica SEO non è facile e tanto meno da tutti.
Ecco comunque qualche piccolo suggerimento:

  • Il contenuto deve essere di qualità ed originale, nel senso che deve essere scritto da zero e non copiato tale e quale da altre fonti.
  • Lunghezza di almeno 500 caratteri spezzati magari da un immagine coerente con l’argomento.
  • Nei primi 300 caratteri condensare il succo del discorso inserendo anche , con intelligenza, alcune parole chiave, ma mi raccomando, fatelo in maniera naturale, non forzata.
  • Copiare. Come copiare, se hai appena detto di non copiare??? Allora, spieghiamo meglio: copiare nel senso di guardare cosa fanno gli altri, imparare da chi è meglio posizionato. Impara l’arte insomma.
  • Usate, quando possibile le liste. Non fate elenchi a “paragrafo”.
  • Cercate di usare dei sinonimi, perché la semantica è sempre più importante per la SEO.
  • Inserite sia link interni (ad altri articoli del blog ad esempio) che esterni (fonti autorevoli)

E controlla sempre che non ci siano errori.

Scrivere buoni contenuti è importante ai fini del web marketing, serve a creare traffico che dovrai essere bravo a trasformare in vendita/contatti.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche questo su come scrivere in ottica SEO!

E se devi rivisitare il tuo sito in ottica seo, chiamami.
Sarò il tuo consulente SEO a Vicenza e Padova.

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

SEO TREND 2018: RankBrain

Il nuovo algoritmo di google: HummingBird ingloba RankBrain

Negli ultimi giorni è uscita la notizia secondo cui Google sta utilizzando un sistema di intelligenza artificiale detto RankBrain, per elaborare i risultati di ricerca, la famosa SERP.

Quindi HummingBird, l’algoritmo usato da google per il posizionamento, dopo i vari Panda, Penguin, Mobile Friendly, e via dicendo, ingloba un nuovo pezzetto, RankBrain appunto.

 

 

RankBrain

 

Tutti questi ingranaggi del motore di Google sono importanti, ma ovviamente qualcuno lo è di più.
Secondo Bloomberg, RankBrain sarebbe addirittura il terzo fattore più importante ai fini del posizionamento:

“RankBrain è uno delle “centinaia” di segnali che entrano nell’algoritmo che determina quali risultati compaiano su una pagina di ricerca di Google e dove vengono posizionati.
Nei pochi mesi in cui è stato rilasciato, RankBrain è diventato il terzo segnale di ranking più importante per contribuire ai risultati di una query di ricerca.”

E i primi due? Google non ha ancora svelato i suoi segreti. Si suppone comunque che siano i backling di un certo “peso” e l’interpretazione semantica delle parole all’interno di una pagina web.

Ok ok, ma RankBrain cosa fa alla fine? Sembra che “interpreti” meglio le query di ricerca soprattutto dal punto di vista del loro significato. Le collega a risultati non propriamente stretti con le keyword di ricerca.

Le query di ricerca quindi vengono sempre meglio interpretate secondo il loro possibile significato, non solo letterale.
Se scrivo “Caffè a Venezia” probabilmente mi mostrerà in testa la mappa dei Bar, e non dove comprare caffè in polvere. Ecco, semplicisticamente, cosa significa “interpretare”.

All’inizio però abbiamo parlato di intelligenza artificiale.
Già, questo significa che RankBrain è in continuo auto-apprendimento, e lo fa analizzando contiunamente vagonate di query di ricerca tutti i giorni.

RankBrain impara dall’esperienza: può identificare correlazioni tra ricerche complesse apparentemente non collegate e capire che in realtà sono similari.

Quindi, d’ora in avanti bisogna stare sempre più attenti ai contenuti che presentiamo nei nostri siti.
E tu? affidati ad un professionista. Se devi rivisitare il tuo sito in ottica seo, chiamami.
Sarò il tuo consulente SEO a Vicenza e Padova.

 

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Seo news

Come scrivere testi per la SEO

Scrivere testi in ottica SEO

Copywriting, testi SEO friendly, scrivere testi in ottica SEO, tutte cose conosciute da tempo da chi è nel settore come il consulente SEO o per chi seriamente vuole posizionare “decentemente” il proprio sito su google.

Una volta con copywriter si intendeva chi scriveva per campagne pubblicitarie, oggi è molto di più, deve saper anche scrivere per il web. Quindi, per gestire un blog, le regole sono analoghe.
Ma in sintesi, “struca struca” diremmo noi veneti, cosa vuol dire?

E’ molto semplice, più di quello che si pensa. Significa scrivere contenuti utili per gli utenti.
tutto qui? SI, tutto qui.
In fondo,se ci pensi è anche normale. Se fossi ad esempio un appassionato di moto, compreresti una rivista che offre contenuti nuovi ed interessanti o una che gira e rigira propone sempre le stesse cose?

A proposito, se devi rivisitare il tuo sito in ottica seo, chiamami.
Sarò il tuo consulente SEO a Vicenza e Padova.

Scrivere-testi-in-ottica-seo

Ecco alcune semplici regole per scrivere in ottica SEO:

    1. Contenuti utili!

      Cioè? ma che vuol dire? dimmi di più cazzarola.
      Calma calma, significa che non bisogna parlare di fuffa, che non devi riempire i tuoi testi di keyword, ma devi scrivere testi in ottica seo dicendo cose che l’utente non trova da nessun altra parte.
      Prendi un argomento e svisceralo a fondo. Tratta il tema in maniera esauriente, fino addirittura a creare delle vere e proprie guide.
      L’equazione è semplice :
      Utente contento –> Usa Google –> Google guadagna –> Google ti posiziona bene perché lo fai guadagnare.

    2. Scrivere testo ottimizzati.

      Usa le longtail keywords, inseriscile nelle primissimime righe per poi scrivere il resto del testo in maniera naturale ed usando sinonimi o chiavi correlate.

      Se vuoi saperne di più sulle chiavi a coda lunga, leggi questo mio articolo.

    3. Il titolo.

      Inutile scrivere articoli ottimizzati e utili se non coadiuvati da un buon titolo, sottotitoli inerenti e di conseguenza i metadati “Title” e “description”, che devono essere brevi, unici per ogni articolo e contenere la parola chiave più pertintente. Questo perché il titolo e la descrizione vanno a formare quello che noi conosciamo come SNIPPET, cioè le brevi
      descrizioni che troviamo quando facciamo ricerche con google.

    4. Aranzulla docet!!!

      Si, quello che stai leggendo è vero.
      Com’è riuscito il buon Ara a posizionarsi per molti, moltissimi, troppi argomenti?
      INONDANDO la rete di articoli simili ma diversi che trattano lo stesso argomento da punti di vista differenti.
      Scrivi, tanto e bene insomma.

      Vuoi imparare molto di più sulla seo e il web marketing?
      Il mio corso potrebbe fare per te!

 

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

Ottimizzare le immagini in ottica SEO

Ottimizzare le immagini in ottica SEO

Tre cose

Abbiamo parlato di contenuti, di quanto sia importante che siano di qualità e ottimizzati.
Ma, per le immagini? Perchè è importante ottimizzare le immagini in ottica seo?

Le immagini sono fondamentali per un sito web, pensate ad un sito di e-commerce ad esempio.
Senza immagini cosa riuscirebbe a vendere?
Le immagini catturano l’attenzione e a volte trasmettono un messaggio in modo più efficace di qualsiasi testo. E in modo rapido.

 

cosa vuol dire “ottimizzate”?

Significa essenzialmente tre cose:
– Che siano “leggere”.
– Che abbiano un titolo inerente.
– Che abbiano il Tag ALT valorizzato correttamente

 

ottimizzare_immagini_seo

 

Voglia di leggerezza.

Come direbbe la ragazzina del buondì Motta, c’è bisogno di “leggerezza”.

La velocità di caricamento di un sito è uno dei tanti fattori importanti per la SEO, e immagini pesanti possono rallentare di molto questa fase.
Non serve che tutte le vostre immagini pesino 25 Kb, dipende sempre dal tipo di immagini e il ruolo che hanno, ma attenti a non sforare di troppo i 300 Kb circa.

 

Un buon metodo consiste nel ridurle alla dimensione in pixel necessaria e poi con Photoshop, o software equivalente, salvarle per web con qualità del 70%.
Poi, se non siete ancora soddisfatti potete usare l’ottimo programma free XnConvert, un “compressore” che pur alleggerendo ulteriormente il file ne mantiene una buona qualità.

Lo puoi trovare qui

 

comprimere immagini seo

 

Le parole sono importanti

Il nome di un immagine è MOLTO importante ai fini SEO.Ricordate di rinominare sempre le vostre immagini. Per esempio, da un banale “OL00654_01.jpg” a un più parlante “Fiat_Panda_bianca_usata.jpg”.
Cambia, e di molto, perchè gli spider di Google al momento della scansione del vostro sito indicizzano anche le immagini, e un titolo “OL00654_01” non comparirà in nessuna ricerca, mentre “Fiat_Panda_bianca_usata” probabilemnte si. Capite ora?

Ti serve un consulente SEO che ottimizzi il tuo sito, immagini comprese? contattami.

 

alt_tag immagini Seo

 

I TAG Alt e Title

 

Il tag alt è un attributo, e significa “alternativo”.
In pratica è il testo alternativo all’immagine, utile ad esempio quando per vari motivi un immagine non viene caricata dal server. Al posto dell’immagine vi sarà la descrizione che avete scritto nel tag ALT.

Il tag title invece è il titolo vero e proprio dell’immagine.
Passate con il mouse sopra all’immagine qui a fianco e vedrete il suo titolo apparire.

Ecco un esempio di codice:
img src=”img/pippo.jpg” title=”Pippo” alt=”Pippo”

Ai fini SEO è importante che ogni immagine abbia i due tag valorizzati, soprattutto il tag ALT. Perchè?
Pensate a quante ricerche vengono fatte attraverso google immagini. Se l’immagine della vostra Panda usata ha correttamente valorizzato l’attributo ALT, verrà indicizzata e potrà quindi essere più facilmente trovata.

Ovviamente, per la SEO, non bisogna abusare di questo elemento, bisogna semplicemente descrivere l’immagine, senza aggiungere altre “furberie”. Insomma, Non pensate che Google sia scemo. Quindi, che compiliate il vostro sito in codice o che utilizziate un CMS, ricordate sempre di usare correttamente questo tag.

 

Quindi , in estrema sintesi:

  • Dai un nome sensato alla foto. IMG_0123250.jpg per Google non ha alcun significato.
  • Scegli un formato rinominare i file prima di caricarli e usa sempre quello. Ad esempio: nome_prodotto-colore-nome_azienda.jpg
  • Utilizza immagini inerenti al contenuto di cui stai parlando.
  • Fai in modo che alt e title siano coerenti e rispettino le regole SEO senza fare “spam”.

 

Ti è piaciuta questa mini-guida sull’ottimizzazione delle immagini in ottica seo?
Allora forse potrebbe piacerti partecipare al mio corso seo a Vicenza e Padova

 

 

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

Long tail keyword o chiavi a coda lunga

Tecnica delle chiavi a coda lunga

Strategia

La tecnica SEO delle chiavi a coda lunga è la strategia di preferire parole chiave complesse con volume di ricerca inferiore (e tasso di conversione superiore) rispetto a scegliere parole chiave semplici con un alto volume di ricerca ma troppo generiche.

Se vendiamo auto usate, ad esempio, sarà utile posizionarci per il tipo di auto che offriamo.
Se vendiamo principalmente Fiat e operiamo a Vicenza allora una buona chiave sarà “fiat panda usata vicenza”.
Paragonando infatti le due keyword “Auto usate” e “Fiat Panda 4×4 usata Vicenza”, sicuramente la prima avrà un maggior volume di ricerche ma anche una concorrenza altissima e poca conversione. Al contrario, la seconda, più specifica, avrà meno ricerche ma più mirate e più facilmente convertibili in clienti veri e interessati all’acquisto.

 

curva_parole_chiave

curva delle parole chiave

 

Identifica

Nel posizionamento attenzione quindi ad usare keyword che identifichino bene il tuo business.
Se vendi Macchine fotografiche a Milano, potrai usare ovviamente “macchine fotografiche Milano” ma anche e soprattutto “Canon eos 5D mark 3 Milano”, “Nikon d850 Milano”, “Olympus OMD-EM5 mark 2 Milano” ecc.
chiavi più specifiche di bassa ricerca, ma più facilmente posizionabili.

Io stesso ad esempio potrei usare “SEO Vicenza” come “siti web SEO Vicenza” oppure “siti web consulente SEO a Vicenza”.
Oppure, se volessi allargare la mia area geografica di azione potrei scrivere “siti web consulente SEO a Vicenza, Padova, Verona”. tendenzialmente quindi le chiavi a coda lunga sono a volte preferibili, ma attenzione a non esagerare.

Pensiamo ad esempio ad un mobilificio che vende cucine a Pavia.
Con “mobilificio Pavia” la concorrenza sarà abbastanza alta, con “mobilificio cucine Pavia” un po’ meno.
In qualche caso puoi usare “offerte mobilificio cucine Pavia” ma attenzione a non usare “cucina faggio elettrodomestici bosch pomelli acciaio satinato Pavia”. Un po’ troppo specifica, perchè difficilmente un utente eseguirà tale ricerca.

 

parole_chiave_troppo_lunghe

Attenzione quindi a chi vi promette di posizonarvi in prima pagina su Google senza dirvi la chiave di ricerca.
se vendete bulloni, sarà facilissimo posizionarvi per “bulloni rosa”, ma ammesso che li vendiate, chi li vuole???

Devi ottimizzare le tue keywords?contattami.

Se invece ti interessa imparare le tecniche seo partecipa al mio corso seo a Vicenza e Padova!

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

Perché chiamare un consulente SEO?

Posizionamento su google

Sai perchè ti serve un consulente seo?
Per ottimizzare il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca!

Facciamo un esempio pratico:
Ci sono due bar, uno ben esposto su una via trafficata e l’altro un pò nascosto, in fondo ad un vicolo e senza altri esercizi commerciali vicino.
Secondo voi chi ha più clienti e quindi fattura di più?

SEO è quindi ottimizzazione: Se sei visibile, esisti.

Perché solo Google?

Perchè il 90% degli utenti fa ricerche usando Google. si, il 90%.
Quindi, non è importante essere ben posizionati su Google, ma è FONDAMENTALE.
E di questo 90% pochissimi utenti guardano i risulati in seconda pagina e praticamente nessuno dalla terza in poi.

Allora cosa fanno i furbacchioni?
Pagano, ovvero creano annunci sponsorizzati per essere in prima pagina.
E quanti utenti cliccano sui risultati sponsorizzati? Il 6% circa.
Le inserzioni tramite adwords hanno senso solo se inserite all’interno di una strategia che pone alla base un buon posizionamento precedentemente eseguito con una SEO organica, naturale, sia on page che off page.

Ecco perchè ti serve un consulente seo a Vicenza e Padova
Ed ecco perchè ti devi rivolgere ad un professionista, il fai da te non è consigliabile, spesso si rischia di fare solo danni.

Posizionare sito su google

 

 

 

 

 

 

 

Seo on page e off page

La SEO on page riguarda la tecnica vera e propria di costruzione del sito, principalmente HTML e CSS.
Va dalla scelta delle keyword alla description, dall’ottimizzazione delle immagini all’uso corretto dell’attributo alt, dalla creazione di una sitemap all’uso dei microdati, ecc. ecc. ecc., cose da webmaster insomma (su indicazione del SEO manager, ovviamente).
Altri fattori molto importanti sono la velocità di caricamento e la responsività di un sito.

La SEO off page invece riguarda la reputazione del sito e del brand.
Insomma, si tratta di essere conosciuti nel vasto mondo del web, fare si che altri siti “di qualità” parlino di noi o abbiano link che portano alla nostra pagina web.
Si tratta anche ad esempio di avere un account facebook aziendale dove caricare contenuti pertinenti a quello che facciamo ma parlandone con leggerezza o comunque con un linguaggio “social”.
E si tratta anche di avere un sito con contenuti di qualità e aggiornati frequentemente. Una specie di blog interno al sito, dunque. Ovviamente i testi dovranno essere scritti con tecniche SEO, evidenziando le parole chiave.

Come questo articolo, ad esempio, dove parlo di SEO nel mio sito dove offro servizi di SITI WEB, SEO, CONTENUTI PER IL WEB A VICENZA e PADOVA

E parlando di contenuti, ecco un video di esempio:

 

 

Questa è solo la punta dell’iceberg di quello che sta dietro ad un lavoro SEO ben fatto, ma stringi stringi il succo essenziale è questo.

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Posted by Matteo Dalla Vecchia in Senza categoria