Matteo Dalla Vecchia

Google core update marzo 2019

Google core update marzo 2019

l’algoritmo di google ed i suoi update

Prima di parlare del “Google Update Marzo 2019” ripercorriamo un po’ la storia dell’algoritmo di google ed i suoi update perchè è uno dei punti fermi per tutti coloro che lavorano in ambito web marketing e/o SEO, come dovrebbe esserlo per tutti coloro che seguono lo sviluppo di un sito web o blog che sia.
Se vuoi fare in modo che il tuo sito o quello della tua azienda/cliente migliori e si posizioni in SERP per chiavi importanti non puoi non conoscere un minimo di come si sia evoluto l’algoritmo di Google negli ultimi anni.
Una famosa pubblicità recitava “se lo conosci lo eviti”, qui invece possiamo affermare che “se lo conosci puoi limitare i danni”.

Già, limitare i danni, perchè ultimamente google sta mettendo in difficoltà l’intero settore SEO con i suoi core update..

Cos’è e come funziona l’algoritmo di google?

Innanzi tutto, prima di chiederci come funziona l’algoritmo, sappiamo almeno come funziona il crawler di google?
Rinfreschiamoci un pochino la memoria con i passi fondamentali:

  • Crawler: scansiona il sito attraverso lo spider
  • Parsing: analizza i dati ricevuti e li “categorizza” per argomento
  • indexing: Inserisce nel suo indice gli URL a seconda delle varie categorie.

Poi entra in gioco l’algoritmo per “stilare la classifica“, cioè compilare la SERP, usando molti parametri (i famosi 200 parametri SEO di Google) tra cui velocità del sito, mobile friendly, ecc. ecc.

L’algoritmo quindi entra in gioco quando inseriamo una query di ricerca. la motivazione che spinge google a cambiare e migliorare continuamente il suo algoritmo è quello di dare sempre più un servizio migliore all’utente cercando di intuire l’intento di ricerca.

Google analizza le keyword digitate e a seconda di quello che ritiene più idoneo al search intent restituisce una SERP di risultati.
Per fare ciò da ormai un paio d’anni si avvale del machine learning, applicando cioè l’intelligenza artificiale all’algoritmo.

Un po di storia dell’algoritmo

Gli aggiornamenti dell’algoritmo di Google, a differenza di quel che credono in molti, sono centinaia all’anno, anche più di uno al giorno.
Google è in continua evoluzione, l’AI lavora 24 ore su 24.

Poi capita che alcuni di questi aggiornamenti siano più corposi ed importanti di altri, e questo si nota mooooolto bene nelle SERP perché come si dice in gergo SEO, “sulle serp si balla“.

Alcuni tool, come ad esempio SEMRUSH, segnalano che è probabilmente in corso un update perché dall’analisi delle serp rilevano una alta volatilità dei risultati e ne danno un segnale, come nell’immagine seguente:

Semrush-sensor

vediamo ora quali sono gli update degli ultimi anni assolutamente da conoscere e ricordare:

  • 2003: da ricordare assolutamente Cassandra e Florida update, con l’intenzione di google di valutare i contenuti spam, la tecnica del keyword stuffing e i backlink.
  • 2005: Google introduce il concetto di Link NOFOLLOW, sempre per combattere lo spam e implementa anche le local maps con impatto sulle ricerche localizzate.
  • 2007: Universal search. Google diventa universale, nel senso che implementa anche notizie, immagini e video. Tutto in uno, comincia quindi a delinearsi come leader.
  • 2008: Google implementa il suggerimento nello stesso momento in cui si digita una query.
  • 2009 – 2010 : viene data importanza ai grandi brand + social signal
  • 2011: Arriva PANDA! Vengono valorizzati i contenuti di qualità
  • 2012: Penguin, uno dei più temuti. Penallizante per chi ha fatto link building spinta.
  • 2013: Hummingbird, e la semantica comincia a farsi strada (search intent)
  • 2014: é il turno di Pigeon, un ulteriore e definitivo salto per la local search
  • 2015: arrivano gli smartphone e quindi anche il Mobile update
  • 2017: Google lancia Fred, con espressa volontà di contrastare le fake news
  • 2018: Medic update: abbattuti molti siti in tema Your money or your life
  • 2019: March 2019 Core Update: Sembrerebbe al momento un rollback o almeno una continuazione e revisione del medic update con particolare attenzione ai contenuti di qualità

Cosa fare dopo un core update?

Rispondo con le parole di Danny Sullivan direttamente da Google:

“Ti suggeriamo di concentrarti sull’assicurare che stai offrendo il miglior contenuto possibile. Questo è ciò che i nostri algoritmi cercano di premiare”

MIGLIOR CONTENUTO POSSIBILE!
Hai capito? Tu lo stai offrendo ai tuoi utenti?

Non devi solo infarcire un testo di parole chiave, devi dare risposte!, Devi aiutare il tuo pubblico a trovare ciò che cerca.

Il succo del discorso quindi è che basta “solo” farsi trovare preparati, bisogna avere il sito in ordine, titoli, immagini, prestazioni del server, dati strutturati, contenuti ottimizzati, backlink, blog, ecc. ecc..

Insomma, se lavori bene prima o poi verrai premiato.

Altro suggerimento, sempre di Sullivan, è di leggere la benedetta guida per i quality rater aggiornata a luglio 2018, guarda caso poco prima del medic update.
I quality rater non influenzano direttamente le SERP, ma sapere come giudicano i siti web aiuta sicuramente a migliorare il tuo.

il Search intent

Il march update 2019 quindi si fonda essenzialmente sulla rilevanza che ha una pagina per una determinata keyword o meglio ancora per una determinata query di ricerca.
Non bisogna più ragionare solo per parole chiave ma sul contesto del contenuto.

Dopo aver scritto un articolo poniti le seguenti domande:

  • Quello che abbiamo scritto è ben contestualizzato semanticamente con la keyword di interesse?
  • Ho espresso bene i concetti riguardante quel determinato argomento e i contenuti correlati?

Questo è quello che ti devi domandare quando scrivi un articolo, solo questo.
E Lascia stare quel ca..o di semaforo, concentrati sul contenuto, sui concetti che esprimi.

Ciao, alla prossima!


Posted by Matteo Dalla Vecchia in Seo news

Come fare Seo nel 2019

Tecniche SEO 2019

Come agire nel 2019 per fare SEO

Quali sono, nel 2019, i fattori più importanti da tenere in considerazione per fare SEO e posizionare un sito su google?

Mobile first

Il mobile first indexing è un update di google del 2018 con cui google indica che per posizionare
un sito web in serp prende in considerazione prima la versione mobile, cioè il contrario di quello che avveniva prima.
Per cui, se non hai un sito responsive non significa che non sarai indicizzato e posizionato, ma che potresti avere ripercussioni importanti ai fini del posizionamento.

Per verificare la bontà del tuo sito dal punto di vista mobile fai il test ufficiale di google

Prestazioni

Siamo nel 2019 e questi appena passati sono stati gli anni della fibra ottica, del wi-fi, degli smartphone ultra veloci, e se il tuo sito si carica in più di 4 allora non hai capito bene come funziona oggi.
Oggi non c’è più tempo di aspettare. Se non mi servi velocemente cambio sito, chiaro?
E’ la società del consumismo, o ti adatti o muori.

Come misurare le prestazioni di un sito web?
Affidandoci al tool ufficiale di google e seguire i suoi suggerimenti, page speed insight

Guide/informazioni/risorse utili

Non puoi pretendere di posizionarti bene in SERP se il tuo sito tratta solo fuffa.
Google tra i fattori di posizionamento considera anche il tempo di permanenza degli utenti sul sito, la percentuale di rimbalzo, il CTR (Click through rate), tutti punteggi che puoi migliorare pubblicando contenuti davvero utili per gli utenti, o addirittura delle proprie guide complete che possano risolvere davvero un problema sentito dagli utenti. Sii una risorsa utile.

Video

Di questi tempi vanno di moda tra i ragazzini i tanto famosi “youtuber”.
I ragazzini di ieri sono le persone di oggi, quindi se ci pensi un attimo…
E’ importante pubblicare anche dei contenuti video per riuscire ad intercettare una parte importante di pubblico.
Spesso un buon contenuto video è meglio di un pippone da leggere di 2000 righe.
Tu hai mai letto un testo di 2000 righe online?

Seo Local

Se il tuo business è un servizio locale non dimenticare assolutamente di implementare in maniera corretta i dati strutturati (schema.org) e di creare e compilare la scheda google my business.
Sono due punti fondamentali per essere trovato per le query cosiddette local, cioè “servizio + città”

Inoltre la scheda google my business permette agli utenti di scrivere recensioni per il tuo servizio.
Più recensioni positive, più facile è che Google ti consideri.

SEO On Page, sempre e comunque

Anche nel 2019 è importante la cura del sito dal punto di vista della programmazione.
Qualsiasi sia il linguaggio/tecnologia con cui è costruito il tuo sito devi comunque fare attenzione
alle classiche regole seo che fino ad oggi google ci ha sempre suggerito.
Quindi ricorda di implementare bene i vari tag title, meta description, i vari H1, H2, H3, le immagini che siano dimensionate (sia in pixel che in mb) correttamente, ecc.

Citazioni e menzioni (brand)

Cosa si intende quando si parla di brand e citazioni? LINK BUILDING!
Insomma dai, non fare finta di non averlo capito.
L’insieme di siti web che menzionano il tuo brand o lo citano con un link in uscita costituiscono una “rete nella rete”. E’ come nella vita reale, più persone ti conoscono e ti “consigliano”, più facile è che qualcuno ti venga a cercare per usufruire dei tuoi servizi, e di questo google ne tiene molto a conto.
Ovviamente esisteranno siti, amici e non che ti linkeranno gratuitamente ed in maniera spontanea, ma nel web questi link rappresentano si e no il 5% dei link reali.
Tutto il resto è pagato a suon di denari!
Insomma, si cerca di maneggiare la serp in maniera poco “pulita”, è pratica comune, anzi, obbligata se vuoi veramente competere.

Per concludere, datti da fare e buona SEO 2019!

Ciao!

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Seo news
velocizzare wordpress 2019: Guida completa per migliorare la velocità di un sito wordpress

velocizzare wordpress 2019: Guida completa per migliorare la velocità di un sito wordpress

Come velocizzare un sito wordpress nel 2019

Perché è importante velocizzare wordpress?

La domanda può sembrare banale, ma in realtà non lo è affatto.
Il motivo principale per cui è importante velocizzare wordpress si chiama SEO.
Si, perché è inutile avere un sito ben costruito dal punto di vista dei contenuti se poi è lento.

“Ma scusa, il mio sito è meglio degli altri!”

Forse si, ma se è lento è statisticamente provato che il 40% circa degli utenti abbandona il sito se non si carica in 3-4 secondi.

Dovrebbe dirtelo anche il tuo bounce-rate, la percentuale di rimbalzo su Google Analytics.
Più è alta e più significa che gli utenti abbandonano troppo presto il tuo sito.

Quindi, in primis devi farlo per gli utenti. I quali, se gradiranno faranno un favore a te, in termini di posizionamento.

Come faccio a misurare la velocità di un sito wordpress?

Misuriamo la velocità del nostro sito web: test velocità wordpress
Velocità sito web, ma come la misuro?
Ecco tre, e dico tre utili test per misurare la velocità di un sito wordpress:

1) PageSpeed Insight

Test online ufficiale di google. Se ad un primo test prendi una bastonata sui denti, soprattutto lato mobile, non preoccuparti, è normale, anche perché il test mobile simula una rete 3G, quindi molto lenta.

2) GTmetrix

Anche questo è un tool online, fornisce molte indicazioni su come migliorare la velocità di caricamento di un sito web.
Ordina i possibili problemi di rallentamento per importanza e suggerisce soluzioni.
Per le immagini fornisce addirittura già l’immagine ridotta.

3) Pingdom

Prende il nome dalla stessa azienda svedese che ha creato il tool.
E’ molto apprezzato in ambiente wordpress perché è anche uno dei tool più semplici da interpretare.

 

Ecco un esempio di test con Page speed insight:
test- page-speed

 

Velocità wordpress:
le tecniche e i plugin per velocizzare il caricamento di wordpress

Le attività necessarie per rendere più veloce il caricamento worpdress sono essenzialmente le seguenti:

  • Hosting veloce
  • Disattivare i plugin inutili
  • Ottimizzare le immagini
  • Utilizzare un plugin di caching/perfomance
  • Attivare la compressione gzip sul server

Hosting veloce, perché?

Spesso nella scelta dell’hosting per un sito in wordpress si guarda solo a “quanto costa”, senza tenere conto delle qualità dell’hosting.
In realtà la scelta dell’ l’hosting sul quale si vuole costruire un sito web, soprattutto se in un settore competitivo, è di vitale importanza.

Avere un server veloce per wordpress significa avere tempi di caricamento veloci, e quindi utenti felici.
Se poi l’hosting dispone anche della possibilità di attivare una CDN, meglio così.
Una CDN non è altro che una serie di server “cloni” sparsi in città diverse (es. Milano e Roma) in modo da essere il più vicino possibile all’utente finale.

Disattivare i plugin inutili

Ogni qualvolta faccio una SEO audit mi ritrovo sempre a segnalare molti plugin inutili che possono/devono essere disattivati.

I plugin consumano risorse! Sono codice e CSS in pù da caricare.

Molte cose che fanno i plugin si possono risolvere con pochissime righe di codice, o addirittura non servono proprio.

Ottimizzare le immagini per velocizzare wordpress

“il mio sito è lento, come mai?”
Perché hai uno slider (basta con gli slider!) con 5 immagini da 1 Mb l’una!
Ottimizza le immagini, cerca di restare sotto i 200/300 Kb.
Per approfondimento, leggi qua come ottimizzare le immagini in ottica seo.

Utilizza un plugin per aumentare le performance

Un plugin? Si, perché ti ho detto di togliere quelli inutili, ma se son utili ben vengano.
Io suggerisco Pagespeedninja, se non altro perché è automatizzato, perfetto per chi non saprebbe dove
mettere le mani.

 

Attivare la compression gzip sul server

Per prima cosa verificate se sul vostro sito la compressione è attiva:
Per verificare se il vostro sito ha la compressione Gzip attiva potete usare questo tool free online.

Molti hosting permettono di attivare la compressione Gzip attraverso il Cpanel.
Questa compressione serve per consegnare al browser un file zippato e lasciare a lui il compito di decomprimerlo e presentarlo all’utente.
In questo modo il tempo di visualizzazione del primo rendering della pagina si riduce ed Il trasferimento è meno pesante per il server.

In alternativa al Cpanel si può agire direttamente sul file htacces o con un plugin

Plugin wordpress per abilitare la compressione gzip ce ne sono molti, basta che cerchiate sullo store per rendervene conto.
Io posso suggerire ad esempio gzip-ninja-speed-compression

Se invece volete fare da soli e modificare il vostro file htaccess su server Apache scrivete in fondo al file htaccess queste righe di codice:

# Compress HTML, CSS, JavaScript, Text, XML and fonts
AddOutputFilterByType DEFLATE text/plain
AddOutputFilterByType DEFLATE text/html
AddOutputFilterByType DEFLATE text/xml
AddOutputFilterByType DEFLATE text/css
AddOutputFilterByType DEFLATE application/xml
AddOutputFilterByType DEFLATE application/xhtml+xml
AddOutputFilterByType DEFLATE application/rss+xml
AddOutputFilterByType DEFLATE application/javascript
AddOutputFilterByType DEFLATE application/x–javascript
AddType x–font/otf .otf
AddType x–font/ttf .ttf
AddType x–font/eot .eot
AddType x–font/woff .woff
AddType image/x–icon .ico
AddType image/png .png

Allora? Avete velocizzato il vostro sito wordpress?
Bene, ora i vostri utenti saranno più felici.

Se avete bisogno di un esperto SEO a Vicenza, Padova, Verona, contattatemi.
Ciao e alla prossima!

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Seo news

Come condividere Google Analytics con un altro utente

Google-Analytics

 

Il tuo sito è agganciato al tool di statistica Google Analytic e vuoi condividere i dati ad un altro utente ma non sai come fare?
Segui questa veloce guida e il gioco è fatto in pochi istanti.

Primo passo:

Accedere a google analytics con il proprio account Gmail e cliccare su amministratore come da immagine:

 

condividere-google-analytsics

Secondo passo:

Sulla colonna “Crea proprietà” cliccare su Gestione utenti :

condividere-google-analytsics_utenti

Terzo passo:

Cliccare sul simbolo + e su Aggiungi nuovi utenti :

condividere-google-analytsics_aggiungere_utenti_

 

Ultimo passo:

Aggiungere l’indirizzo email del nuovo utente e cliccare su aggiungi lasciando impostato
avvisa i nuovi utenti via mail”.
Consiglio: lasciare impostato come default solo “lettura e analisi”.

condividere-google-analytsics_aggiungere_utenti_mail

Se hai letto questa piccola guida probabilmente sei interessato alla SEO.
Ti piacerebbe fare un corso SEO a Vicenza o un corso SEO a Padova?

Contattami!

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

Algoritmo google: un difficile 2018

Google core update e i suoi disatri.

Questo 2018 è stato un anno difficile per noi consulenti SEO, come per chi gestisce un sito web aziendale o semplici professionisti che curano il loro sito.
Nel 2018 la google dance l’ha fatta da padrone, tutto a causa dell’update dell’algoritmo di google, un “core update” che ha mandato all’aria molti progetti web.

Serp che sembrano montagne russe con siti che salgono e scendono senza (apparente) motivo, business che da oggi a domani si ritrovano più che dimezzati i fatturati, risposte dal motore di ricerca in alcuni momenti assurdi. Di tutto e di più, e noi a ballare.

 

Algoritmo google

 

Molti hanno cominciato a lamentarsi dopo il famoso google core update del 1° agosto,  seguito poi da un ulteriore importante modifica dell’algoritmo il 27 settembre 2018.
La Serp signori è in continuo movimento!

Il core update di agosto è chiamato da molti anche “medical update” perché ha interessato siti che trattano sopratuttto temi in ambito medico.
Da prime analisi figura che Google considera sempre di più l’autorevolezza e la competenza di chi scrive (e firma) articoli informativi in ambito medico e/o benessere.

Sembra quindi che Google si ponga il problema, diciamo etico, dell’affidabilità dell’informazione medica.

Insomma, non puoi parlare di mal di schiena se non sei un fisioterapista, come è pure vero che sei un fisioterapista non puoi parlare di acne giovanile. Fin qui mi sembra chiaro, e tutto sommato penso anche che siamo tutti d’accordo che sia giusto così.

A confermare questa ipotesi c’è il rilascio delle nuove linee guida per i quality rater avvenuto il
20 luglio 2018. In queste nuove linee guida si parla proprio di questo:

Contenuti di alto livello relativi alla consulenza medica dovrebbero essere scritti o prodotti da persone o organizzazioni con competenze o accreditamenti adeguati.
Informazioni o consigli medici di alto livello dovrebbero essere scritti o prodotti con uno stile professionale e dovrebbero essere modificati, rivisti e aggiornati regolarmente.

qaulity_rater

 

Fino a qui quindi il ragionamento non farebbe una piega.
Farebbe, appunto, perché da contraltare si è riscontrata da subito l’impennata di siti che sempre nel settore medicale sono balzati in prima pagina senza assolutamente meritarlo.
Ad esempio, per la query “farmacia online” era balzato alle primissime posizioni il sito “farmaciaitaly.com” con contenuti tipo “viagra, cialis” e porcherie varie.

Una confusione totale che però pian piano si sta sistemando.

Probabilmente anche perché l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha segnalato questo problema a LegitScript, l’osservatorio statunitense che vigila sulle farmacie online.
Domenico di Giorgio , dirigente dell’Aifa sembra confermare  che google ha preso un abbaglio:

« Per ragioni che, almeno al momento, ancora non si conoscono, l’aggiornamento dell’algoritmo sembrerebbe aver prodotto un effetto collaterale indesiderato e ovviamente imprevisto con conseguenze sui criteri delle classifiche di ricerca. Se fino a ieri le richieste su farmaci e farmacie on line fornivano in testa alle referenze proposte quelle di siti autorizzati, grazie anche alla collaborazione avviata da Google, a partire dal 2013, con enti e istituzioni come la stessa Aifa per migliorare i filtri di ricerca del suo motore, dopo l’aggiornamento è come se si fosse tornati indietro nel tempo e ai primi posti sono tornati a poter comparire abche i siti di farmacie illegali.

Ci siamo subito mossi per andare a fondo del problema segnalandolo a LegitScript (agenzia statunitense di verifica e monitoraggio per le farmacie online). Abbiamo chiesto un’analisi di quella che è a tutti gli effetti un’anomalia nel comportamento del motore di ricerca.
Se il problema fosse confermato, sarà la stessa LegitScript a muoversi nei confronti di Google per valutare le soluzioni più adeguate per rimuoverlo ».

Spiegato quindi il motivo per cui la presenza di quel sito in serp è ora sparita per quella query.

Ad aggiustare un po’ il tiro è arrivato anche un altro sensibile update dell’algoritmo (meno pesante del precedente)  il 27 settembre 2018. Essendo il 27 settembre il “compleanno” di Google, molti hanno chiamato questo ennesimo update “Google Birthday Update”.

Da questo update sembra che molti siti che hanno perso traffico (e viceversa) con l’update di agosto abbiano pian piano ripreso posizioni, e questo movimento è tuttora in divenire.

 

LA MIA OPINIONE PERSONALE?

La mi opinione su come sia cambiato l’algoritmo di google però non fa riferimento ad agosto, bensì a molto tempo prima. tutto è iniziato nel 2015, per poi svilupparsi decisamente all’inizio di questo 2018.

La risposta si chiama RANK BRAIN, la risposta si chiama AI, Intelligenza artificiale.

Ne parlo anche in un mio articolo, scritto in tempi non sospetti (gennaio 2018) .

Google ha ulteriormente implemento l’intelligenza artificale nel suo motore di ricerca.
Mettiamocelo in testa: Google sta imparando ad imparare.

Tra l’altro, la stessa Google ha ufficialmente dal 2017 una divisione dedicata interamente all’intelligenza artificiale: Google.ai.

Quello di agosto quindi è stato uno scossone dovuto al fatto che il “cervello di google” ha parzialmente resettato le serp per rielaborarle completamente alla luce delle nuove informazioni che ha ricevuto in termini appunto di competenza e autorevolezza. Sta rileggendo il suo database, lo sta riorganizzando, sta ridefinendo gli indici, lo sta affinando secondo un nuovo criterio.

Non a caso google sta sempre di più cercando di rispondere direttamente alle domande.

 

MOTORE DI RISPOSTA

Google sta quindi cercando (e in parte ci è riuscito) di trasformarsi sempre di più da motore di ricerca a motore di risposta. Le risposte le vuole dare lui!

per cui se tratti argomenti generici e google conosce già tutte le informazioni necessarie per rispondere ad alcune query attinenti all’argomento, tu finirai sempre e comunque sotto ad una risposta che il motore ha già fornito all’utente.
Pensiamo alle previsioni meteo ad esempio, te le fa google!

Proviamo a cercare le dimensioni di un automobile. Ecco la risposta:

Motore_di_risposta

 

Capito ora? Tu devi dare di più, altrimenti è inutile.
Sii unico, cerca di dare informazioni che nessuno da. Sviscera a fondo i contenuti, cazzo!
Non fermarti ad Aranzulla. Lui può, tu no!

Non essere un ombrello grigio tra i tanti, cerca di essere l’ombrello giallo!

essere_unici_matteodv

 

Se quindi anche tu sei stato danneggiato dall’update di google 1°agosto 2018, per provare a sistemare le cose o prevenire futuri scossoni mi sento di dare pochi ma utili suggerimenti:

  • Verticalizza i contenuti: Non puoi parlare di tutto, semplicemente perché non sai tutto.
  • Sii unico, non essere una pecora tra tante.
  • Aumenta i valori del tuo brand: le persone comprano dove hanno fiducia.
  • Continua a seguire le regole fondamentali per la SEO on page: le detta google!
  • Non basarti solo su Google: differenzia!

E ovviamente contatta un buon consulente SEO!

Ciao, e alla prossima!

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Seo news

Link Building? Dipende…

Perché gran parte delle strategie di link building che ti propongono è inutile.

Avete presente i pomodori a grappolo?
Quelli belli rossi omogenei che trovate su TUTTI i banchi di ortofrutta, dai supermercati ai piccoli negozi
e bancarelle dei mercati rionali?

Link building no grazie

Sono tutti di provenienza OLANDESE.

Quindi? Che centra con la SEO?
lo so, sono un consulente SEO a Vicenza e Padova, dovrei parlare di contenuti SEO, non di pomodori, ma adesso ti spiego.

I pomodori in questione sono tutti allevati in serre idroponiche, cioè SENZA TERRA, dove la crescita della pianta
avviene attraverso la somministrazione degli elementi nutritivi con le radici immerse direttamente in vasche di acqua.

Insomma, aggiungono all’acqua tutte le sostanze necessarie (???)

Pensate ora ai pomodori del vostro orto. NATURALI, gustosi, col sapore del sole e della terra.
Tutta un altra cosa insomma.

E qui sta il concetto.

La differenza tra Link building artificiale e naturale è come tra questi pomodori.

Pensate a quali pomodori preferite e pensate alla QUALITA’ dei vostri link.

Sono RISORSE DI QUALITA’ ?

Vi portano veramente beneficio o state solo riempendo il portafoglio del selvaggio mercato di Link?
Inutile che ve lo dico, Google sa benissimo che esiste questo mercato.

Semplicemente lascia fare, tanto i soldi son nostri, mica suoi.

 

IL DOMAIN AUTHORITY

Parliamo ora un attimo del tanto famoso Domain Authority.

Allora, il D.A. altro non è che E’ un punteggio SVILUPPATO DA MOZ per valutare l’importanza di un dominio da 0 a 100.
Questo punteggio indica la PROBABILITA’ con la quale una pagina si posiziona bene in SERP.

Cioè, ragazzi, parliamoci chiaro. SVILUPPATO DA MOZ… non so se avete capito il concetto.
Come se domani mattina mi sveglio e creo una mia seoteo autorithy spacciandola per la nuova metrica di valutazione dei link.

Per quanto seri siano quelli di MOZ (e lo sono veramente), come facciamo a sapere che quel punteggio rispecchia il
VALORE REALE della pagina in questine? E se google non la reputa di tale importanza?
OK, è comunque una metrica valida ed indicativamente interessante e utile, ma non prendiamo sempre tutto per legge.

 

offerta speciale seo

 

Il negozio sotto casa

Faccio ora un altro esempio per far capire meglio su come la penso sulla Link building fatta male.

Ho un negozio di frutta e verdura a Vicenza e vendo un nuovo frutto chiamato SEO.
Voglio quindi provare a pubblicizzarmi per SEO a VICENZA.

Conosco un tipo su facebook che mi promette un insegna pubblicitaria sul suo negozio per 100 €.
Cazzu cazzu, solo 100 €?
OK, mi sta bene.
Ma… dov’è questo negozio? A Catania! CAZZO, è a Catania!

Capito il concetto?
State pagando decine, centinaia di link a poco prezzo per guest post su siti che hanno una authority alta,
con tantissime visite, ma in realtà quei post COSTRUITI AD HOC non li leggerà MAI NESSUNO.
LINK che magari all’inizio spingono un pò per l’autortà, ma che alla lunga porteranno ZERO visite al vostro sito.
Un po’ come la pubblicità a Catania…

Inoltre spesso questi guest post sono scritti talmente solo per la seo e non per gli utenti che anche se capiti in pagina dopo aver letto 5 righe chiudi e te ne vai.

Sono stato abbastanza chiaro?

Cercate di costruire un rete di link VERA, con colleghi, fornitori, clienti, riviste di settore, con OPINIONI, non post che parlano del nulla, con RECENSIONI, non like ad cazzum.

Insomma, smettete di spendere i vostri soldi a vanvera. Spendeteli, ma bene.
Cioè, se proprio volete acquistare link, meglio pochi ma buoni, magari costosi, ma di qualità.

Google ormai sta andando sempre di più verso questa direzione, i link “di un certo tipo” li riconosce e li cataloga, e non li considera più.
Come ho già detto, all’inizio potrà anche “spingere” in SERP, ma l’effetto è quello di un aspirina contro la polmonite.

Probabilmente qualche seo specialist non sarà della stessa opinione, ma il mondo è bello anche per questo.

Poi, come in tutte le cose ci sono anche le eccezioni.
Fare link building a pagamento seriamente si può, ma non dovete affidarvi al caso, tanto meno a metriche sterili.

Dovete semplicemente rivolgervi a professionisti seri che di questa materia ne hanno creato un lavoro.
Su facebook come su google basta fare un po’ di ricerche per trovare forum o gruppi dedicati all’argomento. Il bello è che essendo appunto piattaforme “social” difficilmente chi lavora male riesce a vendere, e chi lavora seriamente riceve feedback positivi. Insomma, facendo gruppo ne guadagniamo tutti.

Se avete bisogno di una consulenza seo a Vicenza e Padova, contattatemi,
ma solo se volete veramente ascoltarmi.

Se ti è piaciuta questa piccola mini-guida sulla link building, che ne pensi di fare un corso seo?
Pensaci, potrebbe essere un occasione per migliorare le tue conoscenze seo.

Alla prossima!

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO

La SEO è come il sesso

La SEO va fatta piano, come facessi l’amore.

La seo è come il sesso

In un’epoca in cui tutto è veloce e frenetico, si sta imponendo in molti settori la filosofia “slow”, cioè fare le cose con calma, rallentando quei ritmi frenetici che troppo spesso cadenzano le nostre giornate.

Pensiamo allo slow food, oppure allo slow travel, nato per conoscere veramente un luogo, la sua popolazione, la sua storia e cultura.

Oppure ancora il movimento slow music, nato come protesta ai ritmi vertiginosi in cui il mondo dell’industria musicale è caduto a scapito della qualità

Fare tutto in fretta, non importa se bene, l’importante è veloce.

La SEO però ha detto NO!
Insomma, fare seo è come fare sesso. Farlo piano è meglio!

La seo, falla piano

Vuoi mettere il piacere di avvicinarti piano al progetto, conoscerlo a fondo, quasi in maniera intima?
Pensa ad un azienda che ti contatta per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca del loro sito web, che ne so, una tostatura di caffè.

Entra in contatto con le persone, visita gli ambienti, scopri i profumi, bevi anche un bel caffè, perché no?

Acquisisci dati, nozioni, impara a capire i clienti di quell’azienda.
Perché comprano? Qual’è il pregio del prodotto o del marchio?

Slow-Seo

 

Fa tuo il progetto

Come detto prima, entra in contatto intimo con il progetto, scopri il più possibile sull’azienda, fatti raccontare aneddoti, cerca di capire il vero punto di forza del cliente.

 

Un passo alla volta

Una volta che sei entrato in simbiosi, fai una cosa alla volta, fatta bene, con calma.
Si sa, i risultati di un progetto SEO si vedono alla lunga distanza, e questa cosa devi portarla a tuo vantaggio. imposta bene le fasi e svolgile senza fretta, fai anche vedere al committente i passi fatti e risultati ottenuti.

 

Resisti alle tentazioni

Non fare lo sporcaccione! Insomma, niente Link Building falsa, o almeno non subito perbacco! cerca di ottenere il più possibile dai risultati naturali, poi ovviamente potrai forzare un po’ la mano, ma senza esagerare, ricordati che Google ti osserva.

Seowithme

 

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Senza categoria, 0 comments

Seo, GDPR e pensieri vari

A guardar le stelle, pensando ad una seo…romantica.

Stelle e Seo e GDPR

 

Settimana scorsa ho portato i bambini all’osservatorio perchè il più grande è nel classico periodo spaziale. Avete presente da piccoli quando volevate fare l’astronauta? Ecco, quella cosa lì.

Ero li con lo sguardo verso il cielo e pensando all’universo lo paragonavo al web.
Ogni sito una costellazione, ogni pagina una stella, alcune più visibili, altre meno.

A guardar da lontano ti assicuro si capiscono molte cose

A volte noi consulenti SEO ci sforziamo di sistemare i dettagli come gli H1, i tag, il title, ecc., ma ci dimentichiamo di “guardare da lontano”.
Dobbiamo imparare a guardare un progetto web nella sua interezza, da un punto di vista il più esterno possibile, per poi, e ripeto poi, andare nel dettaglio.

Rigel è sicuramente la stella più luminosa di Orione, ma senza le altre non formerebbe la figura del cacciatore.
E a proposito di Orione, se non vi ricordate come si chiama potete cercare appunto “stelle a forma del cacciatore”. Google capirà al volo il vostro intento di ricerca, perché oggi la semantica è entrata a piena forza nelle query di ricerca e nelle risposte che i motori restituiscono.

 

La semantica nel web: Solo tre anni fa era quasi follia, oggi è realtà.
In rete trovate diverse definizione di semantica, anche complesse, io ve ne restituisco una molto molto semplice del dizionario del corriere:

Semantica: Analisi e studio del linguaggio dal punto di vista del significato;

Fissatevi queste parole bene in testa: “dal punto di vista del significato”.

 

seo-e-contesto

 

Non dovete quindi scrivere testi perché volete intercettare una determinata query, dovete scrivere pensando all’intento di ricerca, a cosa si nasconde veramente dietro alla domanda posta dall’utente.

Questo non significa che dovete scrivere come parlate, dovete comunque usare delle tecniche adattate alla seo. Imparate ad usare i sinonimi (ed i contrari), le co-occorrenze, gli argomenti correlati, e la tanto famosa ontologia laterale.

Sinonimi.
Se penso alla parola stella difficilmente mi viene in mente un sinonimo, ma essa stessa è un sinonimo!
se penso al cinema un’attrice famosa può essere anche chiamata “stella del cinema”, oppure una “star”

Co-occorrenze.
Tutte parole o frasi che determinano l’argomento che affrontiamo. Se parlo di stelle, corpi celesti e asteroidi, difficilmente mi riferisco al cinema.

Argomenti correlati.
Prendendo ancora le stelle come esempio, un argomento correlato a Rigel potrebbe essere la mitologia, e quindi il mito di Orione.
Per aiutarvi usate le ricerche correlate di google.

Ontologia laterale.
Sembra il nome di una malattia, è vero, ma non è così.
Avete mai giocato a indovina chi?
“ha la barba, è biondo e porta gli occhiali? E’ Joe!”
La descrizione “barba, biondo, con gli occhiali” potrebbe essere benissimo una query di ricerca, o no?

Imparate a descrivere, vi aiuterà. La comprensione è la giusta chiave, non le singole parole.
Ovvio che le parole chiave la faranno sempre da padrone, ma se non mi ricordo il nome della stella Rigel, la posso cercare come “stella più luminosa di orione”, e se non mi ricordo che fa parte della costellazione di Orione, la cercherò come “stella più luminosa del cacciatore”.

 

Scrutare il cielo e pensare alla seo, più che alla seo semantica mi fa pensare ad una seo romantica.
Non vivo nel mondo delle famose merendine, semplicemente sono stanco di pensare che fare seo significa per forza fregare Google.

Noi NON dobbiamo fregare Google. E’il tuo alleato, perché vuoi fregarlo?

SEO_GDPR_help

Un occasione per cambiare un po’ il modo di fare analisi SEO può essere il tanto temuto GDPR, operativo dal 25 maggio 2018.
Il nuovo regolamento obbligherà ad avere una cura dei dati che piccole aziende, artigiani e liberi professionisti probabilmente non avranno tempo e voglia di seguire, e farlo fare ad altri ha un costo.

Io ad esempio ho eliminato il form contatti per la mail classica (che tanto sempre una mail ti arriva), ho deciso che fermerò per un periodo il tracciamento con analytics e ho tolto anche i commenti dal blog.

Appena si troverà un metodo per usare analytics in modo GDPR compliance senza spendere un salasso, allora lo reinserirò.

Il risultato comunque è che con la GDPR sono a posto.

Questo porterà probabilmente molte piccole realtà a fare azioni simili, diminuendo perciò i dati per fare analisi, penso ad esempio al remarketing.
Forse si arriverà a fare SEO in modo meno superanalitico ma più “umanizzata”.

Dobbiamo capire che scrivere contenuti che soddisfano l’utente è la strada corretta, che se questi contenuti sono veramente validi possono diventare una possibile risorsa condivisa.

Dobbiamo progettare siti web razionali e puliti, semplici da usare ed esaustivi per gli utenti.
I link faranno comunque la differenza ancora per molto tempo, ma solo se il progetto alla base è valido e costruito per soddisfare la domanda.

Forse la mia è un utopia, ma anche andare sulla luna lo era.

Matteo Dalla Vecchia
Il tuo consulente SEO a Vicenza e Padova.

 

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La SEO è come il mio orto

Non sto scherzando, la SEO è davvero come il mio orto.

orto-come-la-seo

Non sono diventato matto, ora vi spiego con calma.
Oggi pomeriggio ero a casa con i bimbi, e vista la bella giornata di sole li ho portati giù a giocare.

Nel frattempo, per unire l’utile al dilettevole ho zappato l’orto, e finché zappavo pensavo alla SEO.
La SEO è come la terra, mi dicevo, bisogna lavorarla tanto e avere tanta pazienza per vedere i risultati.

Ed ecco quindi la prima similitudine:

lavoro e pazienza

SEO-lavoro-e-pazienza

 

Poi, finché zappavo, è arrivata mia moglie e allora si fanno quattro chiacchere, e poi “mi passi la forbice”, “mi aiuti con questo vaso”,  “dove hai messo il terriccio?” ecc. ecc.
Ad un certo punto compare mio fratello che torna dal lavoro e mi chiede perchè non ho usato la motozappa.

Sapete perchè? Ho tolto talmente tante erbacce quest’anno che zappa di qua, zappa di la, avevo già smosso quasi tutta la terra.

Già, le erbacce. Se no le togli ti infestano.
E nella SEO? Tag a casaccio, H1 come piovesse, categorie buttate la.
Erbacce da estirpare.

Ecco quindi la seconda somiglianza:

Elimina le erbacce cattive, tieni pulito il tuo sito.

la-seo-e-le-erbacce

Ma ecco il vicino di casa che pota la siepe. E anche li scambi due parole.
E pensavo, lavorare il mio orto mi porta ad avere relazioni con gli altri, mia moglie, mio fratello, i vicini, con il suocero si parla spesso dell’orto, ecc.

E la SEO? Senza relazioni sei morto.
La cosi detta link building naturale non è altro che tessere relazioni, gli altri che parlano di te e con te.

Ed ecco quindi il terzo punto d’incontro:

Relazionarsi con gli altri, naturalmente.

seo-relazioni

 

Hai capito ora?

Studia, leggi libri sulla SEO, fai corsi, frequenta i giusti gruppi su facebook, ma se non sei te stesso, se non tessi relazioni con gli altri in modo naturale, allora non hai capito niente sulla SEO.
Non è solo codice, non è solo analisi.

La SEO è innanzitutto RELAZIONI. Coltivale!

Seo, una passione, come il mio orto.

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Senza categoria, 2 comments

Link Building: I guest post

Come fare un guest post

Una delle tecniche base per fare link building è l’uso dei guest post.

Molti vi diranno “scrivi contenuti utili”, “contatta i blogger del settore per proporre un tuo articolo”, “cerca il più possibile di ottenere backlink spontanei”.

link-building

 

Ora vi dirò una cosa molto importante, che vi deve restare scolpita in testa.

Come dice giustamente il bravo Ivano Di Biasi (leggetevi il suo libro), secondo voi, un piccolo sito/blog che parla ad esempio di giardinaggio, chi cavolo volete che se lo inc…. linki.

Scusate l’eufemismo, ma a volte dovete guardare in faccia la realtà e rendervi conto che il vostro bel blog è uguale a molte decine di altri blog simili e che parlano delle stesse cose di cui parlate voi.

Ora, però, non buttatevi giù.
Un modo per uscire dall’anonimato c’è, e si chiama ricerca. Scrivere contenuti davvero utili è la strada da percorrere, ma dovete trattare gli stessi argomenti che usano i vostri competitor in maniera più esauriente, dovete scoprire di cosa gli altri non hanno ancora scritto. Anticipate i tempi!

Fatta questa premessa, torniamo alla link building, quella branca della SEO che si occupa di acquisire link in entrata verso il vostro sito.

Attenti però, la link building è un arte sopraffina e bisogna stare un po’ attenti. Alcuni vi diranno che può portare a penalizzazioni, che “il pinguino” vi ucciderà, ecc.

Il pinguino? Ma si, Google Penguin!

Google Penguin

 

C’è però una cosa da dire. Siamo nel 2018!

Intendo dire che penguin è una parte dell’algoritmo di google il cui ultimo aggiornamento risale a ottobre 2016, e a detta di molti, oggi Google filtra automaticamente i link in ingresso dividendoli in “buoni e cattivi”.

Questo per bloccare la tanto temuta “negative seo”.

E anche qui apriamo una parentesi:

Difficilmente qualcuno spenderà centinaia di euro per comprare link dannosi (spesso del settore adult) per penalizzarvi. Queste sono guerre che accadono solo tra grossi competitor, e comunque man mano che Google aggiorna il suo algoritmo diventa sempre più raro assistere all’uso di queste tecniche.

Come si fa link building?

Nell’infografica qui sotto vediamo gli aspetti tecnici principali:

link-building in sisntesi

Il nostro sito (brand) può essere citato (senza link quindi) o menzionato. Il link che deriva dalla menzione può a sua volta essere no follow o follow (il preferito ovviamente, perché porta beneficio al nostro sito). Il link viene inserito nel guest post tramite un “ancora” (anchor) che può puntare alla nostra home page (url – brand) oppure puntare ad un nostro contenuto attraverso una keyword secca.

Attenzione a non esagerare troppo con le ancore via keyword, la puzza di bruciato si sentirebbe da lontano.

Ovviamente i nostri backlink possono arrivare sia da immagini, ad esempio tramite banner, oppure da testo.

Un altro aspetto da considerare è l’equilibrio che ci deve essere tra citazioni, menzioni, link follow e link no follow.
Se un sito ha un rapporto citation/backlink basso, significa che sta ricevendo troppi backlink ed è quindi probabile che chi amministra il sito stia usando tecniche di link building. Questa regola è alla base di Google penguin per penalizzare l’abuso di link building.

Come facciamo a pubblicare un guest post?

I metodi per pubblicare un guest post come ospite sono essenzialmente due:

–  Convincere il proprietario del blog da cui vogliamo il link.
–  Pagare. Mi dispiace dirlo, ma  è la via più breve e più seguita.

Come convincere un blogger ad ospitarci? Creando contenuti di grandissima qualità.
Non c’è altra strada, ma anche in questo caso state certi che “sganciando” le cose si fanno più semplici.

guest post

 

Come valutare un sito per fare backlink

Le regole per valutare appieno se il sito con cui vogliamo agganciarci per fare link building sono le seguenti:

·      Il sito ospitante deve essere attinente. Gli argomenti trattati devono essere dello campo di cui ci occupiamo noi.
·      Il rapporto tra citation flow e trust flow deve essere equilibrato.

Controllalo con majestic:

Majestic

 

·      Il sito deve essere autorevole! Controllate ad esempio con Seozoom :

Seozoom_01

 

·    Il sito non deve avere penalizzazioni! Controllate con penalty indicator :

 

Penguin Penalizzazione

 

Ora avete tutti gli strumenti per provare a scrivere un post da proporre ad altri blog del settore per farlo diventare un guest post.

Ti è piaciuto questo articolo? leggi anche come funziona Google!

Posted by Matteo Dalla Vecchia in Corso SEO