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Seo 2020: Google e gli ennesimi aggiornamenti del suo algoritmo

Negli ultimi mesi del 2019 e in questo inizio di 2020 Google ha fatto un po' le bizze. Sapevi che negli ultimi 10 anni Google ha fatto più di 10.000 update?

Le principali novità di Google degli ultimi mesi

Negli ultimi mesi del 2019 e in questo inizio di 2020 Google ha fatto un po’ il pazzerello, o almeno ha provato a far uscire pazzi chi come me si occupa di SEO.

L’algoritmo di Google, per chi non lo sapesse o si stesse affacciando solo ora nel mondo della SEO perché vuole migliorare il posizionamento di un sito web, è quel processo che stabilisce quali siti, anzi quali pagine web ed in quali ordine devono apparire in SERP (Search Engine Result Page) ad una determinata query.

I fattori di posizionamento di una pagina web sono più di 200, questo ormai lo sia sa, e si sa anche quali siano più o meno i più importanti, però se non si sta al passo con i continui aggiornamenti di Google, o perlomeno con quelli che chiama “core update“, si rischia di veder calare il numero di visite (e possibili clienti) al proprio sito web.

Sapevi che negli ultimi 10 anni Google ha fatto più di 10.000 update?

Ovviamente moltissimi di questi update sono micro o semplicemente mirati ad un singolo elemento, e hanno avuto impatti minimi in SERP, ma alcuni di questi, i famosi core update hanno avuto impatti anche pesanti per alcune query specifiche ed alcuni siti web.

Qualche mese fa ho descritto in un articolo l’impatto del Core Update di Marzo 2019, ma quali altri cambiamenti ci sono stati negli ultimi mesi?

Vediamo qui di seguito un breve elenco di cosa è successo dopo marzo in tema di core update:

  • Core update June 2019
  • Core update September 2019
  • Google Bert update


Core update June 2019

Quello che Google ha dichiarato essere il Site Diversity Change update, cioè dichiarando tramite l’account twitter ufficiale “Google Search Liaison” che nei primi 10 risultati non dovremmo più vedere due o più inserzioni dello stesso sito, a meno che non siano particolarmente rilevanti per una determinata query di ricerca

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Questo nuovo intento, se fate un po’ di ricerche per query di vostro interesse, è stato in parte centrato, mentre per alcune query vi sono ancora delle monopolizzazioni di determinati domini (vedi Amazon)


Core Update september 2019

Questo aggiornamento è un po’ sull’onda del famoso Medic update del 1° agosto 2018, quando moltissimi siti a tema salute hanno perso molto del loro traffico, e questo nuovo core update sembra avere ancora impatto sui siti web a tema Your Money or Your Life (YMYL) come finanza, salute, viaggi.

Anche per questo aggiornamento Google ha fatto un twitt preventivo:

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Google Bert core update

BERT, che sta per “Bidirectional Encoder Representations from Transformers“, è secondo lo stesso Google il più grande update degli ultimi 5 anni.

In pratica i ricercatori di Google AI Language hanno applicato una nuova architettura di rete neurale, chiamata appunto “Trasformer” per la comprensione del linguaggio.

Google Bert-Update-AI

Questa nuova architettura riesce ad apprendere le relazioni contestuali tra le parole di una stessa frase, in base al testo a sinistra e destra di una parola stessa.

L’A.I si fa sempre più vera e potenziata, insomma.


January update 2020

E rieccoci, con cadenza praticamente trimestrale, con un nuovo core update, questa volta sembra aver colpito in maniera particolare il settore news, soprattutto da mobile e soprattutto testate local.

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Google e le sue novità di inizio 2020

Oltre ai Core update, ormai appuntamenti fissi per chi fa SEO, google in questi mesi si è pure divertito con tante piccole novità, a volte ritrattate dallo stesso google.

Vediamo qui di seguito alcuni punti sulle ultime novità di google:

  • Cambiamenti al rel=”nofollow”
  • Favicon si o favicon no?
  • Modifiche allo Snippet per posizione “zero”


Il rel nofollow e i suoi (nuovi) fratelli

l’attributo nofollow dei link in uscita, è attivo da 15 anni e all’inizio era nato per contrastare lo spam (tipico esempio delle firme con link nei commenti dei forum), e per dire quindi a google “non seguire questo link”.

Poi google ha anche deciso che il rel nofollow non servisse per il famoso pagerank, cioè per passare autorità da un dominio ad un altro, ma oggi, anno 2020, google ha deciso che il nofollow si evolverà nuovamente (neanche fosse un pokemon…).

In sintesi, google ha annunciato non solo che da settembre 2019 il nofollow funzionerà anche per il ranking, ma anche che dal 1° marzo 2020 quando farà crawler di una pagina seguirà comunque il link anche con nofollow per migliorare indicizzazioni e posizionamenti.

Inoltre, per chi fino ad oggi avesse usato il nofollow come fosse un “noindex”, sono cavoli amari, perché dal 1° marzo verranno indicizzate anche quelle pagine, per cui per correre ai ripari è meglio che usiate il caro e vecchio file robots.txt.

Nel titolo di questo paragrafo faccio anche riferimento ai nuovi fratellini del nofollow, questo perché Google ha introdotto recentemente due nuovi attributi:

  • rel=”ugc” : link creati dall’interazione degli utenti: es.forum.
  • rel=”sponsored” : link con evidente intento di sponsorizzazione.

Mentre il primo può avere un suo senso in quanto andrebbe a sostituire il nofollow in talune situazioni come i commenti nei forum o nei blog, il secondo sa tanto da autodenuncia per chi pratica link building a pagamento, al che la vedo molto dura sul suo possibile uso.

Insomma, google tanto per cambiare vuole provare a prendere il controllo, ma difficilmente ci riuscirà in toto.

Favicon si o favicon no?

A circa metà gennaio, esattamente il 13 gennaio, erano comparse in SERP, tramite annuncio ufficiale su twitter (ma già c’erano state delle prove nei mesi precedenti) le favicon dei siti web, al che molti hanno detto “che carina la nuova serp”.

Molti, ma non tutti, perché in tanti addetti ai lavori hanno notato che oltre alle favicon erano comparse anche delle “similfavicon” dove a fianco delle pagine sponsored era apparsa la dicitura “Ad.” al posto di “Advertising”.

favicon-serp-update

Insomma, in troppi si sono sentiti presi un po’ in giro da questa nuova trovata, e vuoi per “l’insurrezione popolare sul web” (non se né accorto nessuno se non gli addetti ai lavori) o perché semplicemente era un test, il 24 gennaio Google ha annunciato un rollout ed è tornata sui suoi passi.


Modifiche allo Snippet per posizione “zero”

la posizione zero, la tanto agognata posizione zero… ma cos’è la posizione zero?

Questa posizione in SERP non è altro che la prima posizione ma con l’aggiunta di uno snippet, cioè una brevissima anteprima del contenuto della pagina che, se si clicca, si andrà a visitare.

Insomma, poter dare già un breve assaggio di che tipo di contenuti andremmo a trovare in risposta alla nostra query di ricerca mi sembra un bel vantaggio rispetto alle altre posizioni in serp, o no?

Inoltre, ulteriore vantaggio per chi ricopriva la posizione zero, lo stesso dominio/link appariva tra i primi successivi 9 risultati in SERP, magari in quarta o quinta posizione, avendo così ben due risultati, di cui uno in evidenza con lo snippet, in prima pagina per lo stesso contenuto.

Poi, intorno al 20 gennaio, la novità di google confermata con un twitt di Danny Sullivan:

Snippet-Danny-Sullivan

Dicendo quindi esplicitamente che “se un risultato nelle SERP viene portato nella posizione di featured snippet non verrà più ripetuto nei risultati di ricerca“.

Insomma, l’ultimo anno è stato bello intenso in termini di novità da parte di Google, e questo 2020 è appena cominciato, per cui sono sicuro che ci aspetteranno sorprese anche nei prossimi mesi.

E voi, siete pronti per un eventuale March Upadate 2020? 🙂

Posted by Matteo Dalla Vecchia