SEO Trend 2018

novità e trend seo 2018

3 importanti fattori SEO del 2018

Novità SEO 2018: Speed Update, mobile first index e HTTPS!


Speed Update

Il 17 Gennaio 2018 Google ha rilasciato l’annuncio ufficiale per l’implementazione di Speed Update a Luglio 2018 alla navigazione da mobile.

Google estenderà la misurazione della “velocità dell’esperienza utente”, cioè della velocità di caricamento delle pagine, alle ricerche mobile.
C’è da dire che questo parametro è un fattore di rank dal 2010, ma ora viene appunto esteso al mobile.

Ma quali sono le pincipali novità dello speed update di luglio 2018?

  1. Si estende alla mobile search la misurazione della velocità come fattore di ranking;
  2. Ad essere colpite saranno le pagine TROPPO LENTE;
  3. L’intento di ricerca nelle query resta un fattore predominante, quindi una pagina lenta può ben posizionarsi lo stesso;
  4. Google dice che non c’è tool in grado di dire con certezza se una pagina è conforme o meno con gli standard.Vengono comunque segnalati Chrome User Experience Report, Lighthouse e PageSpeed Insights;

Google Speed_Update 2018

 

Quanto sarà impattante questo update non lo sappiamo ancora, ma ricordiamoci in ogni caso che il nostro sito, o il sito di un vostro cliente, non è tanto importante quanto veloce sia per Google, ma quanto sia veloce l’esperienza di navigazione per l’utente.

Questo è sicuramente il fattore più importante su cui dovete ragionare quando si parla di “velocità del sito”.

Ma come devo fare per rendere più veloce un sito web?

Non c’è una cosa da fare, ma tante piccole cose, che insieme renderanno la navigazione più veloce e gradevole.

Prima cosa da fare, ottimizza le immagini!
Leggi il mio articolo “Ottimizzare le immagini in ottica SEO” per capire di cosa parlo.

Poi devi cercare di avere il codice della pagina il più possibile pulito, le librerie css e javascript in versione minimizzata e poi, last but not least, il sito web deve risiedere su un hosting performante, perchè avere una macchina perfetta con il motore di una 500 serve a poco.

Per scegliere un buon hosting leggi il mio articolo “I 3 migliori hosting italiani 2018

 

 

Mobile-first indexing

Indicizzazione: Cosa cambia dal 2018?
Cambierà il metodo con cui Google indicizza le pagine del tuo sito e di conseguenza il metodo di attribuzione del Rank.
Fino ad oggi tale indicizzazione era sulla base dell’analisi delle pagine in versione desktop del sito.
Ora invece,Il crawler scandaglierà principalmente la versione mobile delle pagine utilizzando quindi il mobile anche per stabilire il rank del sito.

 

Mobile-first-index

 

Di conseguenza, avere un sito web in versione responsive, amp, oppure mobile oggi è determinante per il posizionamento.

Perchè questo cambiamento? Perchè oggi quasi il 70% delle ricerche avviene da mobile!
E lo sai che anche l’orario in cui vengono effettuate le ricerche è importante?
Approfondisci qui se vuoi.

Per vedere se il tuo sito è mobile friendly, puoi provare a fare un test attraverso l’apposito tool di Google test mobile-friendly.

Se non hai un sito web responsive, contattami e rimedieremo!

 

 

 

Google Chrome: da luglio 2018 i siti HTTP saranno segnalati come “non sicuri”!

Attualmente funziona che quando un sito web usa il protocollo HTTPS, alla sinistra dell’indirizzo web Google Chrome mostra un lucchetto chiuso di colore verde con la scritta “Sicuro”.

HTTPS

Se invece si usa ancora il protocollo HTTP, attualmente Chrome mostra una “i” cerchiata in grigio, e se ci si clicca sopra si leggera la frase “la connessione a questo sito non è sicura”, mentre da luglio 2018, con Chrome in versione 68, alla “i” cerchiata verrà affiancata la scritta “Non sicuro”.

HTTP

 

Ecco un po’ di statistiche direttamente dal blog di Google

  • Più del 68% di traffico su Chrome per Android e Windows è in forma protetta HTTPS.
  • Su MAC OS e Chrome OS questa percentuale sale al 78%
  • tra i 100 siti top al mondo ben 81 sono HTTPS.

Cosa comporta se resto in HTTP?
Dipende dall’uso che fai del tuo sito, ma ti faccio una domanda:
Tu ti sentiresti tranquillo ad entrare in un sito indicato come “non sicuro”?

Se hai dubbi e vuoi fare analizzare il tuo sito web, contattami!
Se devi fare ottimizzazione per i motori di ricerca sarò il tuo consulente SEO a Vicenza e Padova.

 

Posted by Matteo Dalla Vecchia in SEO Trend 2018

SEO TREND 2018: RankBrain

Il nuovo algoritmo di google: HummingBird ingloba RankBrain

Negli ultimi giorni è uscita la notizia secondo cui Google sta utilizzando un sistema di intelligenza artificiale detto RankBrain, per elaborare i risultati di ricerca, la famosa SERP.

Quindi HummingBird, l’algoritmo usato da google per il posizionamento, dopo i vari Panda, Penguin, Mobile Friendly, e via dicendo, ingloba un nuovo pezzetto, RankBrain appunto.

 

 

RankBrain

 

Tutti questi ingranaggi del motore di Google sono importanti, ma ovviamente qualcuno lo è di più.
Secondo Bloomberg, RankBrain sarebbe addirittura il terzo fattore più importante ai fini del posizionamento:

“RankBrain è uno delle “centinaia” di segnali che entrano nell’algoritmo che determina quali risultati compaiano su una pagina di ricerca di Google e dove vengono posizionati.
Nei pochi mesi in cui è stato rilasciato, RankBrain è diventato il terzo segnale di ranking più importante per contribuire ai risultati di una query di ricerca.”

E i primi due? Google non ha ancora svelato i suoi segreti. Si suppone comunque che siano i backling di un certo “peso” e l’interpretazione semantica delle parole all’interno di una pagina web.

Ok ok, ma RankBrain cosa fa alla fine? Sembra che “interpreti” meglio le query di ricerca soprattutto dal punto di vista del loro significato. Le collega a risultati non propriamente stretti con le keyword di ricerca.

Le query di ricerca quindi vengono sempre meglio interpretate secondo il loro possibile significato, non solo letterale.
Se scrivo “Caffè a Venezia” probabilmente mi mostrerà in testa la mappa dei Bar, e non dove comprare caffè in polvere. Ecco, semplicisticamente, cosa significa “interpretare”.

All’inizio però abbiamo parlato di intelligenza artificiale.
Già, questo significa che RankBrain è in continuo auto-apprendimento, e lo fa analizzando contiunamente vagonate di query di ricerca tutti i giorni.

RankBrain impara dall’esperienza: può identificare correlazioni tra ricerche complesse apparentemente non collegate e capire che in realtà sono similari.

Quindi, d’ora in avanti bisogna stare sempre più attenti ai contenuti che presentiamo nei nostri siti.
E tu? affidati ad un professionista. Se devi rivisitare il tuo sito in ottica seo, chiamami.
Sarò il tuo consulente SEO a Vicenza e Padova.

 

Posted by Matteo Dalla Vecchia in SEO Trend 2018